Riciclaggio a San Marino, gli arrestati chiedono la scarcerazione

Riciclaggio a San Marino, gli arrestati chiedono la scarcerazione

Riciclaggio a San Marino, gli arrestati chiedono la scarcerazione

BOLOGNA - Traffico di denaro verso San Marino: udienza fiume lunedì, al Tribunale del Riesame di Bologna, per gli indagati dell'inchiesta "Varano", condotta dai pm Fabio Di Vizio e Marco Forte della Procura di Forli' sulle accuse di riciclaggio di denaro sporco della Cassa di Risparmio di San Marino e del gruppo finanziario Delta di Bologna. L'udienza è iniziata alle 11.30 ed e' finita poco prima delle 19, per un totale di oltre sette ore di discussione.

 

 I giudici (collegio presieduto daFabio Florini e composto da Alessandra Arceri e Silvia Monari) hanno tempo fino a giovedi' per sciogliere la decisione, su cui, al termine dell'udienza, si sono riservati.  Davanti ai giudici della Liberta' si e' discusso il ricorso presentato dalle difese di quattro dei cinque indagati "eccellenti" contro le misure cautelari a cui sono sottoposti dal giorno degli arresti, il 4 maggio.

 

Si tratta di Mario Fantini, amministratore delegato della Crrsm e presidente di Delta (ai domiciliari fin dall'inizio) e degli altri tre amministratori in carcere a Forli' da due settimane: Gilberto Ghiotti, presidente Crrsm, Luca Simoni, direttore di Crrsm, e Paola Stanzani, vicepresidente di Delta. L'unico che ha rinunciato a fare ricorso al Riesame e' stato Gianluca Ghini, direttore di Carifin, che ha gia' ottenuto i domiciliari mercoledi' scorso per decisione del gip Rita Chierici di Forli'.

 

 

Nelle oltre sette ore d'udienza al Tribunale del Riesame, davanti ai giudici hanno parlato gli avvocati: per Fantini (presente all'udienza) c'erano i legali Guido Magnisi e Marco Martines; per Stanzani Gaetano Insolera e Nicola Mazzacuva; per Ghiotti Nicola Roccari (di Forli') e Mazzacuva; per Simoni (anche lui presente) Filippo Sgubbi e Alessandro Malipiero.

 

Magnisi, piuttosto provato dopo tante ore di udienza, spiega che si tratta di un "processo estremamente complesso", che ha richiesto, da parte degli avvocati difensori degli indagati "interventi lunghi e complessi". Lui da solo ha parlato "oltre un'ora". Magnisi, che assiste il 75enne Fantini (ai domiciliari fin dalla notte della retata, tra il 3 e il 4 maggio), ha chiesto la decadenza dell'ordinanza "tanto per motivi di merito quanto per inconsistenza dell'esigenza delle misure cautelari".

 

Stesso ragionamento vale per Sgubbi, che ha chiesto per Simoni la remissione in liberta' o in subordine una misura meno afflittiva: "Le nostre contestazioni riguardano sia le esigenze di custodia cautelare, che non esistono, sia l'insussistenza del fumus del reato". Secondo Sgubbi, "il Tribunale ha seguito con la massima attenzione la discussione, che e' stata molto lunga e molto ampia. Era inevitabile che lo fosse- prosegue Sgubbi- le carte depositate al Riesame sono migliaia e c'erano diverse posizioni da analizzare. Noi legali eravamo in tanti e anche i pm, Di Vizio e Forte, erano presenti entrambi".

 

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