Riciclaggio, Di Girolamo: "Nessun contatto con i boss''

Riciclaggio, Di Girolamo: "Nessun contatto con i boss''

Riciclaggio, Di Girolamo: "Nessun contatto con i boss''

Iniziati i primi interrogatori di garanzia a Regina Coeli all'indomani della maxi-operazione che ha preso spunto da un presunto maxi-riciclaggio da circa due miliardi di euro che sarebbe ruotato intorno ad operazioni eseguite da Fastweb e Telecom Italia Sparkle. A tenere gli interrogatori è il gip Aldo Morgigni, che ha firmato i provvedimenti restrittivi, alla presenza del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, titolare dell'inchiesta con il sostituto Francesca Passaniti.

 

E'ncora ricercato Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb ed ex amministratore delegato della società; tra gli arrestati Stefano Mazzitelli, già amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle, mentre una richiesta di custodia cautelare è stata sollecitata per il senatore Nicola Di Girolamo (Pdl), del quale si sospetta che l'elezione sia avvenuta grazie all'intervento della criminalità organizzata. Nell'inchiesta, culminata nella richiesta di commissariamento delle due società Tlc, sono coinvolti anche l'attuale amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi e Riccardo Ruggiero, presidente del Cda di Telecom Sparkle.

 

"Non ho mai avuto contatti né con la mafia, né con la 'ndrangheta, né con la camorra - si è difeso il senatore Di Girolamo, accusato di rapporti con la 'ndrangheta e di violazione della legge elettorale tramite aiuti di mafia -. Sono stato una sola volta ospite in Calabria di un collega per una colazione elettorale e ci sono tornato, successivamente per ringraziare dopo l'elezione". "Da parte mia - ha detto - c'è l'esigenza di conoscere le carte per rispondere punto per punto nella sede propria ed uniformarmi anche con quella che sarà l'indicazione del gruppo".

 

"Quelle che mi vengono rivolte - ha aggiunto il senatore pdl - sono contestazioni gravissime, accuse pesantissime e mi riservo di rispondere prima di tutto in Senato e poi alla magistratura", ha annunciato Di Girolamo sostenendo che fornirà "spiegazioni" alla giunta per le autorizzazioni del Senato. Quanto alle accuse di riciclaggio internazionale per cui la procura di Roma ne ha chiesto l'arresto, il senatore Pdl si è limitato a dire: "Sono fatti che non mi appartengono".

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