"Ricordare Alice con un impegno rinnovato"

"Ricordare Alice con un impegno rinnovato"

Ho ascoltato le parole forti di Denis dall'altare di Santa Rita, ho letto la lettera di Marco Paci che ci invita a stili di vita più umani, che lascino all'auto il ruolo marginale che le compete e riportino la persona la centro dell'attenzione.


Penso che le tragedie si possono evitare soprattutto costruendo le strade non in favore dell'auto e della sua velocità, ma apprestando tutti quegli accorgimenti che possono far si che chi è a piedi o in bicicletta possa essere sicuro.

Proprio con Denis Valenti e Marco Paci e diversi altri esponenti di significative realtà cittadine abbiamo tentato, la primavera scorsa, di sollevare e rilanciare il problema della mobilità promuovendo un referendum consultivo cittadino in favore della mobilità sostenibile e della sicurezza.

 

I cittadini sulla Piazza si sono dimostrati sensibili, dobbiamo essere sinceri, nessuno nei palazzi ci ha ascoltato. Se osserviamo il dato relativo alle cifre investite nel nostro territorio dalle amministrazioni che gestiscono la viabilità, per ampliare e velocizzare le carreggiate dedicate alle automobili e quelle destinate alle opere per ciclisti e pedoni sicuri, allora ci rendiamo conto che la priorità per chi gestisce la cosa pubblica non è certo la sicurezza. Il rapporto in € è oltre 1 a 100.

Anche i cittadini, a proprio danno soffrono della stessa miopia, se si mette un rallentatore, una rotonda che rende difficile girare velocemente, un attraversamento protetto che costringe a rallentare lungo le vie di traffico e contro cui i più indisciplinati spaccano le ruote, si insorge per farli rimuovere. Spesso la protesta ha effetto. Ad ogni zebra sulle vie di traffico interventi di illuminazione, lampeggianti, isole centrali, restringimenti di carreggiata sono necessari e
prioritari.  Siamo in drammatico ritardo.

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Il modo migliore per rendere omaggio alla piccola Alice penso che sia questo, impegnarsi a trasformare la città per renderla più a misura di pedone con un impegno serio che ci possa fare sperare davvero diminuisca il numero di persone travolte dai mezzi a motore, altrimenti succederà ancora con la stessa drammatica frequenza di oggi.

Fausto Pardolesi

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Roberto S
    Roberto S

    Sig. Pardolesi, Le confesso che questa tragico incidente stradale così come la tragica morte del nostro piccolo amico Abu avvenuta in una palestra mi hanno profondamente scosso... Forse perchè ho figli, forse perchè anche io da bambino praticavo sport e mi recavo a scuola attraversando la stessa maledetta strada... L'unico modo per evitare tragedie simili è la prevenzione, la dove la educazione stradale e la fatalità non bastano a proteggere la vita dei nostri bambini. Più controlli medici (soprattutto più seri) per tutti coloro che svolgono attività sportiva sia amatoriale che agonistica, a tutte le età; le società sportive devono essere messe nelle condizioni di salvaguardare le vite dei giovani che praticano attività fisiche e sportive. Per quanto riguarda invece il fronte stradale, è inammissibile che in una città piccola come Forlì non venga scoraggiato l'uso del mezzo privato a favore dei trasporti pubblici. Deve esserci qualche cosa che mi sfugge e che non capisco perchè non sia possibile razionalizzare il sistema delle linee del Bus affinche da un qualsiasi punto delle nostre perifierie sia possibile raggiungere il centro in massimo 10 minuti... in altre città ciò accade! A questo punto mi sorge un terribile dubbio... siamo veramente tutti d'accordo sul fatto che la vita deve avere la priorità su tutto (interessi politici ed economici?) Che cosa posso dire a mio figlio quando mi chiede. papà ma voi grandi cosa fate per evitare tragedie come quella di Abu e di Alice... Sono triste ma anche molto arrabbiato!

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