Ridracoli, all'Ecomuseo in esposizione il plastico del fondo marino

Ridracoli, all'Ecomuseo in esposizione il plastico del fondo marino

FORLI' - La Camera di Commercio di Forlì-Cesena e Romagna Acque espongono una interessante opera realizzata negli anni Sessanta, un plastico rappresentante il fondo marino esistente sotto la pianura alluvionale del territorio di Forlì, Cesena e Rimini, risultato finale e "concreto" della prima indagine sulle risorse idriche  sotterranee effettuata in Europa.


La cerimonia di presentazione del plastico verrà esposto nei locali di "Idro", l'Ecomuseo delle Acque di Ridracoli, a Borgo Ridracoli, domenica 15 giugno prossimo, alle ore 12,00, alla presenza delle autorità, nell'ambito della Festa dell'Acqua organizzata da Romagna Acque nei giorni 14 e 15 giugno.


Importanti, e legate ad un problema contingente, le finalità della ricerca, all'epoca effettuata con il patrocinio dell'Ente Camerale, la collaborazione di altri Enti pubblici, (Amministrazione Provinciale, Genio Civile, Comuni della provincia, Comitato Nazionale per la Produttività della Presidenza del Consiglio) e con il coordinamento dell'Ing. Luciano Ravaglia : prima di tutto la necessità di accorpare su aree determinate gli insediamenti industriali di Cesena, fino ad allora dispersi sul territorio; poi realizzare un inventario delle risorse, ai fini di una loro razionale utilizzazione, non ultimo l'approvvigionamento idrico di Cesena. La ricerca ebbe origine dall'idea, proposta da Ravaglia, di basare la pianificazione territoriale sullo studio delle potenzialità e risorse naturali locali, punto di partenza e fondamento dei piani di sviluppo futuri.


Venne costituito un gruppo di lavoro di cui fecero parte anche geologi, geofisici, micropaleontologi e naturalisti. Le loro competenze specifiche e di alta professionalità, unite a strumentazioni usate per la prima volta in Europa, fecero sì che le indagini geoelettriche del sottosuolo rappresentassero un'esperienza "pilota", esempio e modello per studi in altri Paesi - Israele ad esempio, applicò queste metodologie nell'area del lago di Tiberiade-.
Le ricerche, che si estesero a tutto il sottosuolo provinciale comprendente al tempo anche Rimini, portarono all'allestimento di circa seicento stazioni geoelettriche che sondarono il terreno fino a quattrocento metri di profondità, ottenendo elaborazioni matematiche di equazioni a più di trenta incognite, alla cui risoluzione fu decisivo l'apporto di matematici russi. Si riuscì quindi a determinare le isobate e le sezioni teoriche a tre livelli di profondità.
I risultati furono subito evidenti e portarono alla soluzione dei problemi idrici nella conoide del Marecchia con la scoperta di risorse prima sconosciute, al ritrovamento a Torre del Moro del paleoalveo del fiume Savio ( spostato a quattro Km. dall'attuale) con la soluzione del problema idrico di Cesena.


La mancanza di mezzi economici, allora non consentì il completamento del progetto verso il quale prestò grande attenzione lo studioso forlivese Pietro Zangheri, interessato al rilevamento dei pollini fossili.

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Da domenica il plastico diverrà documento "visibile" e permanente, in un contesto appropriato, del lavoro di ricerca effettuato.

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