RIFIUTI - Accordo tra Emilia-Romagna e San Marino

RIFIUTI - Accordo tra Emilia-Romagna e San Marino

BOLOGNA - Nuove regole per il trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi che possono arrivare dalla Repubblica di San Marino in Emilia-Romagna, per garantire il massimo rispetto dell’ambiente e della salute. Sono quelle previste dal nuovo Accordo tra la Stato del Titano e la Regione, firmato oggi presso la sede del Governo di San Marino dall’assessore regionale all’ambiente e sviluppo sostenibile Lino Zanichelli e dal segretario di stato all’ambiente e territorio Marino Riccardi, in adempimento del recente regolamento comunitario sui trasporti transfrontalieri di rifiuti.


Per il principio di prossimità territoriale sancito dall’Unione Europea, gli impianti di trattamento e smaltimento emiliano-romagnoli sono i primi destinati a ricevere - dietro pagamento ai gestori dei previsti costi - i rifiuti prodotti da San Marino. Con questo Accordo la Regione fissa però le condizioni al cui rispetto deve essere subordinata l’accoglienza sul proprio territorio dei rifiuti speciali e pericolosi. A partire dal quantitativo massimo ammesso annualmente, che viene fissato in 20 mila 300 tonnellate, di cui circa 16 mila e 500 destinate a recupero e 3 mila 800 a smaltimento. Tale tetto potrà essere aumentato di un 10% al partire dal terzo anno di entrata in vigore dell’accordo, ma solo dopo aver verificato la disponibilità degli impianti di smaltimento presenti in Emilia-Romagna.


“Il governo dei rifiuti è uno dei temi più delicati e noi lo affrontiamo con rigore rispettando le direttive europee - ha dichiarato Zanichelli -. Prevenzione e riduzione, recupero e smaltimento in sicurezza sono le priorità della gestione in Emilia-Romagna. Un analogo impegno abbiamo chiesto alla Repubblica di San Marino, in virtù di un’antica collaborazione che confermiamo e rafforziamo con l’Accordo sottoscritto oggi.”


Tra gli altri adempimenti previsti nell’accordo: la tracciabilità dei rifiuti in arrivo, ovvero la possibilità di ricostruirne il cammino dalla produzione al trattamento; l’omogeneità della classificazione e identificazione dei rifiuti fatta in territorio sanmarinese, che dovrà rispettare il catalogo europeo; l’istituzione in territorio sanmarinese di un centro unico di raccolta e pretrattamento prima del successivo trasferimento.


In applicazione delle nuove regole europee, l’accordo recepisce anche altre garanzie: ad esempio prevede la notifica di ogni carico di rifiuti in arrivo, non solo al gestore dell’impianto addetto allo smaltimento, ma anche alla Provincia sul cui territorio l’impianto sorge.

Per rifiuti speciali e pericolosi si intendono essenzialmente rifiuti da attività produttive. Da San Marino, uno Stato che non ospita sul suo territorio impianti e lavorazioni di particolare impatto ambientale, si può ipotizzare l’arrivo in particolare di imballaggi, residui dell’attività edilizia, medicinali, batterie, fanghi di depurazione.
L’intesa, che avviene nel rispetto di accordi bilaterali tra lo Stato italiano e quello sanmarinese, avrà una durata di cinque anni rinnovabile per altri cinque.


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