Rifiuti: aumenti in bolletta. Col passaggio a tariffa servono chiarimenti

Rifiuti: aumenti in bolletta. Col passaggio a tariffa servono chiarimenti

FORLI’ – Si discute di immondizia non solo a Napoli, ma anche in provincia di Forlì-Cesena. Raccolta differenziata ed inceneritore sono all’ordine del giorno. Nel frattempo aumentano le bollette dei rifiuti. Colpa del passaggio da tassa a tariffa, obbligatorio per tutti i Comuni entro il 2008. Per i cittadini che si trovano un aumento inspiegabile, basta consultare il sito di Hera, dove ci sono spiegazioni più o meno esaustive e possibilità di reclamo.


“Il passaggio da Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani a Tariffa Rifiuti – si legge - garantisce un rapporto più equo tra il prezzo pagato per lo smaltimento dei rifiuti, la quantità dei rifiuti prodotti e le modalità di conferimento. Infatti, a differenza della tassa sui rifiuti solidi urbani, applicata da ciascun singolo Comune, che veniva calcolata solo in base alla superficie degli immobili, la tariffa tiene conto anche di altri fattori previsti per legge (il numero di componenti del nucleo familiare per le utenze domestiche o il tipo di attività per quelle non domestiche), e prevede incentivi per chi adotta comportamenti virtuosi”.


Ma cos’è la tariffa? “Copre tutti i costi di gestione del servizio rifiuti urbani (compreso lo spazzamento e la pulizia delle vie e delle aree pubbliche) e si compone di: una quota fissa, relativa ai costi fissi di gestione (tra cui ad esempio: spazzamento e pulizia del suolo pubblico), una quota variabile, calcolata sulla base della produzione dei rifiuti e della quantità dei servizi connessi”.


E’ abbastanza evidente, leggendo i dati del 2007 Forlì, ad esempio, che per i piccoli nuclei familiari, le cifre da pagare sono molto ingenti, soprattutto rispetto al numero dei componeti. La quota fissa è di 0,44 euro al metro quadro, per un nucleo unitaro, più la quota variabile attestata a 43,49 euro. Per un nucleo di 2 componenti si parla di 0,51 euro per metro quadro e 78,29 euro di quota variabile. Così si procede: 3 componenti (fisso 0,57, variabile 89,18), 4 componenti (fisso 0,62, variabile 95,68), 5 componenti (fisso 0,67, variabile 126,13), 6 o più componenti (fisso 0,71, variabile 146,88).


Per le riduzioni alle utenza domestiche è importante sapere che vanno richieste. Ecco i casi in cui si può godere di questi benefici: “per le utenze che si trovano ad una distanza dal punto di conferimento superiore a quella determinata nell’Articolazione tariffaria, per le utenze domestiche residenti è riconosciuta una riduzione per l’effettuazione del compostaggio domestico della frazione umida dei rifiuti prodotti, per le utenze domestiche non residenti non stabilmente attive si intendono non stabilmente attive quelle utenze che occupano i locali per meno di 183 giorni nell’anno solare, per le utenze domestiche residenti, sono esclusi dal computo degli occupanti, limitatamente al periodo di non occupazione dei locali, le persone assenti per un periodo complessivo non inferiore a 183 giorni consecutivi per anno solare e ricompresse nelle seguenti categorie: carcerati, ricoverati in casa di cura/ospedali e case di ricovero, volontari europei, studenti e lavoratori all’estero, in caso di unico residente, l’assenza della persona comporta la sospensione dell’applicazione della tariffa, per le utenze domestiche residenti e iscritti all’AIRE”.


E’ dunque fondamentale informarsi, altrimenti ‘addio agevolazioni’. Il gestore non informa direttamente il cittadino del proprio diritto ad una riduzione della bolletta e forse molti non lo sanno.


Ato si occupa della gestione delle tariffe. I Comuni del territorio di Forlì-Cesena che hanno deliberato il passaggio da tassa a tariffa dal 2006 sono 15: Bertinoro, Civitella, Forlimpopoli, Meldola, Rocca San Casciano e Predappio nel comprensorio forlivese, Bagno di Romagna, Gambettola, Gatteo, Longiano, Mercato Saraceno, San Mauro Pascoli, Sarsina, Savignano sul Rubicone, e Verghereto in quello cesenate. Forlì, Cesena, Cesenatico e Montiano, utilizzazo la tariffa già dal 2000

Ecco un motivo per cui ci si potrebbe trovare un cospicuo aumento della bolletta: il famigerato conguaglio. “Le modifiche inerenti le caratteristiche dell’utenza, che comportino nel corso dell’anno variazioni della tariffa, saranno conteggiate nella fatturazione successiva al recepimento da parte del Gestore delle suddette modifiche o in un unico conguaglio a fine anno”. Quindi le spese per i rifiuti non corrispondo necessariamente al periodo di produzione.


E per i reclami? “L’utente, nel caso riscontri che i dati indicati nella bolletta non corrispondono alla situazione effettiva dell’utenza per il periodo oggetto della bollettazione, può richiederne la modifica entro cinque anni dalla data di emissione della stessa. Decorso tale termine decade il diritto all’eventuale rimborso. Le istanze di rimborso non danno automaticamente all’utente il diritto a differire o sospendere i pagamenti. Il gestore entro 90 (novanta) giorni dalla richiesta si esprime sulla stessa, dandone formale comunicazione all’utente ed effettua l’eventuale rimborso nella prima bolletta successiva. Sulle somme da rimborsare dovrà essere corrisposto l’interesse, calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente, a decorrere dalla data di pagamento”.


Bisogna quindi informarsi accuratamente su ogni piccola cosa ‘strana’ riscontrata sulla bolletta. I modi per rimediare ad eventuali errori del gestore ci sono, ma vanno ‘scovati’ attentamente.




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