Rifiuti: in Emilia-Romagna raccolta differenziata al 48%

Rifiuti: in Emilia-Romagna raccolta differenziata al 48%

Rifiuti: in Emilia-Romagna raccolta differenziata al 48%

Cresce in misura esponenziale la raccolta differenziata dei rifiuti in Emilia-Romagna, dal 25% registrato nel 2000 al 48% del primo semestre del 2009 (+3% dell'obiettivo di legge vigente), mentre viene confermata l'autosufficienza impiantistica della regione. La fotografia sulla gestione dei rifiuti è contenuta nel "Report 2009", curato da Arpa e Servizio regionale rifiuti e bonifica siti, è stato illustrato in Regione dall'assessore all'ambiente Lino Zanichelli.


I dati presentati nel rapporto provengono sia dal sistema informativo regionale sui rifiuti sia da altre fonti: Istat, Ispra, Conai e Consorzi di filiera, Anie, Gestori dei servizi e Gestori degli impianti, Autorità regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani. 
"In un mondo che ha seri problemi di inquinamento e di cambiamenti climatici - ha sottolineato l'assessore Zanichelli - ridurre gli sprechi, recuperare materiali e smaltire in sicurezza è non solo un'importante scelta etica ed ambientale ma anche una necessità per l'economia del futuro. In Emilia-Romagna puntiamo sulla raccolta differenziata e su una politica integrata che ci consente di raggiungere gli obiettivi fissati dall'Unione europea".


Il direttore del Conai Longhi ha aggiunto che "l'accordo siglato con la regione nel 2007 e recentemente rinnovato prevede innanzitutto il miglioramento dei risultati finora conseguiti sia in termini di raccolta differenziata sia di avvio al recupero dei rifiuti di imballaggio. Nel 2008 il sistema consortile ha avviato a riciclo 287 mila tonnellate di rifiuti di imballaggio raccolti dai Comuni dell'Emilia-Romagna, con una crescita del 3,8% rispetto al 2007".


I dati sono presentati alla vigilia della "Settimana europea per la riduzione dei rifiuti", in programma dal 21 al 29 novembre prossimi, che prevede una serie di iniziative promosse dalla Regione, dagli Enti locali e da Hera ed Enìa, le due principali aziende del servizio di gestione dei rifiuti emiliano-romagnoli. L'"European week for waste reduction" è un'ampia campagna di comunicazione ambientale nata all'interno del Programma Life+ della Commissione europea con l'obiettivo di sensibilizzare istituzioni, consumatori e tutti i soggetti coinvolti sulle strategie e politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall'Unione europea. La Regione partecipa come "Project developer", coordinando diversi appuntamenti sul territorio (il calendario è in allegato).


I dati di sintesi
Tra i dati positivi del rapporto vi è dunque quello relativo alla raccolta differenziata, che registra circa 5 punti percentuali in più rispetto all'anno scorso e l'incremento più alto degli ultimi anni: 637.552 tonnellate pari al 43,5% nel primo semestre del 2008, 701.087 tonnellate pari, come detto, al 48% nel primo semestre del 2009. Dal 2000 la Regione ha sempre superato gli obiettivi di legge anche grazie agli investimenti sulle stazioni ecologiche attrezzate, passate da 220 alle attuali 350. Ci sono tutti i presupposti per raggiungere a fine anno l'obiettivo del 50% di raccolta differenziata. 


Il rapporto conferma, inoltre, l'autosufficienza impiantistica dell'Emilia-Romagna, con un crescente recupero di energia dagli impianti e livelli di sicurezza nello smaltimento che allineano la regione all'Europa più avanzata. 
Più critico il dato che riguarda, invece, la crescita nel 2008 della produzione dei rifiuti urbani: 695 chilogrammi per abitante, con un +3%. Influisce sul fenomeno, soprattutto, il peso dei rifiuti derivanti dalle attività produttive minori che, in Emilia-Romagna, vengono assimilati a quelli domestici consentendo (e questo è l'elemento positivo) il controllo su una parte significativa dei rifiuti d'origine produttiva. 
Da segnalare che i dati di produzione e raccolta differenziata relativi al primo semestre del 2009 indicano, rispetto allo stesso periodo del 2008, una sostanziale stabilità nella quantità di rifiuti prodotti (1.464.100 tonnellate nel 2008, 1.464.884 tonnellate nel 2009).


I rifiuti urbani
Nel 2008 la produzione totale di rifiuti urbani è stata di circa 3 milioni di tonnellate, pari a una quota pro capite di 695 kg per abitante. Sul dato incidono in maniera significativa sia la quota dei rifiuti speciali assimilati agli urbani (circa il 50% sulla produzione) sia le presenze turistiche (che nelle province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini hanno fatto aumentare nel 2008 di almeno 10 volte il numero dei residenti). 
Sono 1.400.000 le tonnellate di rifiuti urbani (il 45,4% del totale) raccolte nel 2008 in modo differenziato, superando l'obiettivo del 45% previsto dalla normativa. L'eterogeneità tra le realtà locali resta notevole, con 40 Comuni che superano il 60% di raccolta differenziata e altri che non arrivano al 30%. 


Le 350 stazioni ecologiche attrezzate hanno assunto un ruolo centrale nel sistema di raccolta differenziata, sia per le quantità intercettate (circa il 33%) sia perché svolgono la funzione di centri per la raccolta di particolari tipologie di rifiuti: ingombranti, da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), batterie, pile, accumulatori al piombo, oli usati, ecc...
Il totale dei rifiuti urbani raccolti in maniera indifferenziata, sempre nel 2008, ammonta a 1.646.430 tonnellate (- 7% rispetto al 2007). Il valore medio regionale è pari a 380 kg per abitante, in linea con il dato medio nazionale (seppur riferito all'anno 2007) di 386 kg per abitante.


La raccolta indifferenziata trova collocazione nell'articolato sistema di impianti costituito da 28 discariche controllate, 8 inceneritori con recupero energetico (tra cui l'impianto di produzione di combustibile da rifiuti Cdr), 18 impianti di compostaggio e 12 impianti di trattamento meccanico biologico. 
Le quote relative alla destinazione finale dei rifiuti indifferenziati sono così ripartite: discarica 56%; incenerimento 33%; bio-stabilizzazione 8%; produzione Cdr 2% e 1% a recupero come materiali selezionati. 
Da segnalare la costante riduzione dell'utilizzo della discarica (fase residuale del sistema di gestione dei rifiuti urbani), passata dal 77% del 1996 al 56% del 2008 in linea con le direttive europee. 


Quanto si è raccolto in modo differenziato
Nel 2008 sono state raccolte in modo differenziato:
- 295.538 tonnellate di verde (grandi potature e sfalci di giardini) pari a 68 kg per abitante (+ 10 kg/ab rispetto al 2007) 
- 148.176 tonnellate di organico pari a 34 kg per abitante (+8 kg/ab)
- 394.896 tonnellate di carta pari a 81 kg per abitante (+13 kg/ab)
- 84.635 tonnellate di plastica pari a 20 kg per abitante (+7 kg/ab)
- 136.206 tonnellate di vetro pari a 31 kg per abitante (+4 kg/ab)
- 41.215 tonnellate di metalli e alluminio pari a 10 kg per abitante (+2 kg/ab)
- 141.768 tonnellate di legno pari a 33 kg per abitante (+ 4 kg/ab)
- 17.009 tonnellate di Raee pari a 3,9 Kg per abitante (+ 0,9 kg/ab)


Quanto si è raccolto in modo indifferenziato
I rifiuti trattati nel 2008 nei 18 impianti di compostaggio presenti in regione sono stati pari a 412.598 tonnellate (13% in più rispetto a quanto trattato nel 2007). 
Ai 12 impianti di trattamento meccanico-biologico sono stati inviate 734.721 tonnellate di rifiuti urbani e speciali (rispetto alle circa 850.000 tonnellate del 2007), agli 8 inceneritori, invece, 771.228 tonnellate e alle 28 discariche 1.957.868 tonnellate.


Gli imballaggi
Il protocollo di intesa siglato nel 2007 fra Regione Emilia-Romagna e Consorzio nazionale imballaggi (Conai) consente di controllare il sistema impiantistico legato alla gestione consortile di tali rifiuti. 
Nel 2008 i rifiuti complessivamente raccolti in modo differenziato e avviati a riciclo tramite il sistema consortile ammontano a 385.000 tonnellate. Rappresentano il 63% del totale raccolto nei Comuni convenzionati.


I materiali con la più alta diffusione di convenzioni sono: il legno, la carta e la plastica, rispettivamente con il 99%, il 97% e il 94%; seguiti dall'acciaio e dal vetro, con il 79% e il 68% dei Comuni serviti. Il materiale che presenta la più bassa copertura è l'alluminio con solo il 59% di Comuni convenzionati.
La quota che risulta avviata complessivamente a recupero è pari al 42% rispetto al totale degli imballaggi immessi al consumo su base regionale.


I rifiuti speciali
I rifiuti speciali sono quelli generati dalle attività produttive (agricole, industriali, commerciali, artigianali) e di servizio. Si suddividono in pericolosi e non pericolosi sulla base del sistema comunitario di classificazione Cer (Catalogo europeo dei rifiuti). 
La produzione dei rifiuti speciali in Emilia-Romagna nel 2007 è stata di oltre 11 milioni di tonnellate, quasi quattro volte superiore alla quantità di rifiuti urbani prodotta. Il totale dei rifiuti speciali gestiti all'interno della regione è stato di circa 15.800.000 tonnellate, per l'assenza di vincoli territoriali. 


Le percentuali di recupero sono intorno al 60% (con una prevalenza del riciclo/recupero di metalli e composti metallici, seguito dal recupero come combustibile e dal riciclo/recupero di sostanze inorganiche) e quelle di smaltimento intorno al 26% (con una prevalenza della discarica quale operazione di smaltimento finale, seguita dal trattamento chimico-fisico dei rifiuti fangosi liquidi). 


Le norme sulla gestione dei rifiuti
La Regione ha adeguato la propria legislazione alla normativa europea e nazionale di settore. 
Tra i provvedimenti più significativi, la recente legge regionale 10/08 per il "riordino territoriale, l'autoriforma dell'amministrazione e la razionalizzazione delle funzioni" ha introdotto un profondo cambiamento nell'organizzazione e nella regolazione dei servizi idrico integrato e di gestione dei rifiuti urbani. Le disposizioni normative richiedono che la raccolta differenziata arrivi al 65% dei rifiuti urbani entro il 2012. L'Unione europea impone, inoltre, di aumentare il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti domestici di carta, metallo, plastica e vetro fino almeno al 50% entro il 2020.


Le risorse
Il terzo "Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile della Regione Emilia-Romagna 2008-2010", approvato lo scorso dicembre, aggiunge ai progetti già finanziati dai piani Ato (Autorità d'ambito ottimale) con le tariffe degli utenti altri 20 milioni di euro - che ne muovono più del doppio - per potenziare le stazioni ecologiche, estendere i sistemi di raccolta differenziata, avviare i materiali a recupero. 171 sono i progetti finanziati nelle province.
Ulteriori stanziamenti saranno erogati nel 2010 per progetti innovativi di scala regionale. Un esempio sarà il "Carbon capture and storage", per catturare e stoccare l'anidride carbonica che esce dagli impianti e riutilizzarla nei processi industriali.


Il piano prevede anche 3 milioni di fondi regionali per la diminuzione dei rifiuti sin dalla loro origine: con incentivi alle aziende e, ad esempio, per diffondere i sistemi di ricarica di detersivi e generi alimentari alla spina. Un ulteriore impulso andrà agli "acquisti verdi" nelle pubbliche amministrazioni. Allo studio anche progetti sulla cosiddetta "tracciabilità", per tecniche e progetti pilota che consentano di seguire passo passo il percorso dei rifiuti dal momento in cui sono prodotti fino allo smaltimento. 

 

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