Rifiuti, 'porta a porta': a Forlì Pievequinta scalpita

Rifiuti, 'porta a porta': a Forlì Pievequinta scalpita

FORLI’ – Pievequinta è pronta per la raccolta porta a porta dei rifiuti, ora manca il via dell’amministrazione comunale. All’assemblea di quartiere di giovedì sera c’è stata grande affluenza di cittadini su un tema cruciale per il futuro. Per la decisione definitiva, il Comune aspetta i risultati, ma soprattutto i costi, della sperimentazione di Forlimpopoli, che, con il porta a porta, ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata del 70%.


L’argomento è già all’ordine del giorno in consiglio comunale. “Sicuramente questo tipo di procedura – ha spiegato Luigi Lelli, coordinatore del comitato di quartire di Pievequinta – richiede un po’ più di sacrificio da parte dei cittadini, che però si sono dimostrati favorevoli alle nuove proposte. Sono ottimista anche perché, visti gli obiettivi che si è posta la Provincia, nel nuovo piano dei rifiuti, una svolta nella tipologia di raccolta sarà necessaria. Il qartiere è pronto, le istituzioni ancora no”.


Si sono mosse verso il porta a porta anche altre circoscrizioni del Comune di Forlì e i comuni di Gambettola, Cesenatico e Meldola. Alla fine del 2007 scade il termine per raggiungere la quota di 35% fissata ad Hera (l’azienda pubblica che gestisce il servizio di raccolta rifiuti).


“Il Comune di Forlì – precisa Marco Errani capogruppo dei Ds in consiglio comunale – è arrivato ad un 37 per cento e lo scopo di questa amministrazione è quello di raggiungere il 50 per cento entro la fine del mandato, ovvero giugno 2009”.


Per partire si aspettano solo i dati economici relativi ai costi della sperimentazione avvenuta a Forlimpopoli, che dovrebbero essere disponibili già nei prossimi mesi. Il costo della raccolta porta a porta potrebbe fare crescere la tariffa per i rifiuti pagata dai cittadini. Come spiega l’assessore All’ambiente del Comune di Forlì, Palmiro Capacci: “Il Comune deve recuperare le spese per la raccolta tramite le tariffe. Inoltre ci deve essere un adattamento delle procedure specifico per il territorio, a partire da ora si studia l’argomento per arrivare ad una decisione entro l’estate”.

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Chiara Fabbri

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