Rifiutopoli, anche la Provincia si costituisce parte civile

Rifiutopoli, anche la Provincia si costituisce parte civile

FORLI’ – Dopo Ministero dell’Ambiente e Regione, anche la Provincia chiede di costituirsi parte civile nel processo di “Rifiutopoli Uno”. Trenta le richieste di rinvio a giudizio del pm Filippo Santangelo, per questo scandalo esploso nel settembre del 2004, quando dieci persone finirono in carcere e altre dieci agli arresti domiciliari. Il giudice Cortesi, martedì, si è riservato. Se ne riparla il 7 aprile, come pure dei patteggiamenti per gli imputati chiave.


Tolmino Giunchi, ex dirigente del servizio ambiente della Provincia, e la famiglia Laghi hanno, infatti, chiesto il rito alternativo, per chiudere nel più breve tempo possibile la vicenda. Il sostituto procuratore Santangelo ha già dato parere positivo. Diversi, quindi, i patteggiamenti previsti che lasceranno il processo senza i suoi imputati di spicco.


Durante la scorsa udienza si era formalizzata la costituzione di parte civile del Ministero dell’Ambiente e della Regione, entrate a far parte a pieno titolo della “controparte” del processo insieme a Trenitalia. Estromesso invece il Codacons. Martedì mattina è stata la volta della richiesta della Provincia, prima parte offesa, insieme all’Ausl. Quest’ultima, invece, assistita dall’avvocato Marco Milandri, ha deciso di non costituirsi perché, del suo caso, si sta già interessando la Corte dei Conti, per le richieste risarcitorie nei confronti dei dipendenti pubblici coinvolti.


La maxi-indagine della Procura ha messo in luce non tanto presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti, quanto più gravi e preoccupanti intrecci tra responsabili di enti pubblici e imprenditori del settore. Per accuse, a vario titolo, che riguardano corruzione, falso in bilancio, turbativa d'asta, abuso d'ufficio, truffa, falso, fino alla violazione delle leggi ambientali.


L’imputato di primo piano è Tolmino Giunchi, che all'epoca dirigeva il settore ambientale della Provincia, sospettato di aver intascato ingenti bustarelle per favorire alcune ditte che si occupavano di smaltimento dei rifiuti. Tra queste imprese c’è la "Laghi e figli", coinvolta nell'inchiesta anche per presunte truffe all'Ausl, tramite fatturazioni per operazioni inesistenti e la falsificazione di documenti.


Oltre a questo si sospetta la turbativa di una gara d'asta nel 2000. Insieme a loro sono finiti nei guai, a vario titolo, numerosi dipendenti pubblici di Provincia, Hera, Ausl, Arpa e Trenitalia, oltre ad alcuni imprenditori, tecnici ambientali e impiegati delle ditte coinvolte.


lisa tormena

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