Riflessioni sulla vita, la morte e i diritti civili

Riflessioni sulla vita, la morte e i diritti civili

Sono un pò di anni che mi interrogo pensando alla fine della vita terrena, quella che sicuramente esiste, mentre di un'altra non ho notizie attendibili e quindi per ora mi astengo da ogni aspettativa.

Immagino che l'interruzione avvenga quando il mio cervello smette di funzionare, non sono più cosciente e si interrompe qualunque rapporto con il corpo, i famigliari che magari mi attorniano, gli amici, il mondo intero.

 

Insomma da quel momento non ci sono più, ho lasciato gli affetti, i ricordi belli e brutti dell'esistenza, i beni materiali e immateriali; e, consentitemi, pure i segni del mio lavoro  nella politica e come pubblico amministratore.

Questo cruciale momento, che naturalmente spero avvenga più avanti possibile, sarà terribile e però non mi spaventa, auguro a me stesso (penso come tutti) che si determini all'improvviso e senza sofferenza; sono invece angosciato al pensiero che possa avvenire dopo lunghi patimenti, cosciente dello stato in cui mi trovo o, ancor peggio, immobilizzato in un letto e insensibile a tutto, ridotto a larva umana: un calvario anche per i miei famigliari.

 

Arrivo perfino a ipotizzare una menomazione fisica totale, però compatibile con una normale alimentazione sia pure assistita, in una condizione non necessitante di cure invasive portatrici di gravi sofferenze:  si, potrei ancora desiderare di vivere, io che cammino ore e ore senza stancarmi e svolgo varie attività manuali.

Ma questo solo se il mio cervello funzionasse, l'unico segno di esistenza reale e dignitosa che riconosco.

Ecco, qui mi fermo, non riesco ad andare oltre nel considerare la vita: dopo c'è l'agonia, dolorosa o meno che sia, e con le funzioni celebrali irrimediabilmente cessate vedo solo l'evolvere verso la morte di un corpo senza testa.

 

Come è stato per Eluana Englaro - ed è durato 17 anni ! - fino a quando i coraggiosi genitori e tutori, portatori del messaggio che aveva loro affidato e con il consenso degli organi di giustizia, resistendo stoicamente a vergognose accuse e a indegne strumentalizzazioni, hanno vinto la loro battaglia in nome della dignità umana e del diritto.        

Un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica - interruzione di trattamenti medici indesiderati - e non c'è dubbio che intubare un corpo per inserirvi varie medicine assieme a sostanze alimentari è una terapia sanitaria.

 

Come è fuori discussione che i genitori sono l'unica autorità che può decidere quando un proprio figlio si trova nella condizione di non poter esprimersi data la cessazione, da tantissimi anni, delle funzioni celebrali.

Un diritto che non ha radici "sovietiche" ma proviene dalla storia dell'umanità, dalle grandi correnti di pensiero laico che nei secoli scorsi hanno fatto progredire i popoli attraverso la scienza e la cultura, le carte costituzionali e le norme giuridiche; una conquista civile acquisita in tutti i paesi più evoluti dell'occidente,  condivisa o rispettata anche da chiese e gruppi religiosi con milioni di fedeli che si richiamano a Gesù Cristo, ai suoi apostoli, alla Bibbia.

 

Per tutto questo nei giorni scorsi sono stato dalla parte di Beppino Englaro, un uomo eccezionale che ha resistito a vergognose accuse (assassino, boia !) a miserabili insinuazioni (si vuole liberare di una scomodità !) e, per amore della figlia, alla tentazione di fare ritrarre quel povero corpo inerte, con la spina dorsale spezzata, senza capelli e con il volto inespressivo, per sbugiardare quanti hanno parlato di una donna in salute, addirittura in grado di procreare.

Una tristissima visione concessa solo a un parlamentare del Pdl, che poi ha invitato Berlusconi a moderare i toni, e a una giornalista RAI diventata amica del padre, che l'ha descritta nel suo reale stato senza diffondere foto.

 

Ora, dopo Eluana il problema resta ed è di grandissima portata etica, sociale e politica: occorre una legge che regolamenti la materia in coerenza con la Costituzione e non contro di essa, una legge simile a quella che tutti i paesi alleati o amici dell'Italia si sono dati senza che questo abbia scatenato guerre di religione.

Una normativa che consenta a tutti i cittadini di regolarsi secondo la propria coscienza nel rapporto con la vita, le malattie, la sofferenza e la morte, consentendo a chi lo ritiene giusto di fare interrompere cure mediche indesiderate se cosciente, oppure attraverso il testamento biologico preventivamente adottato qualora incosciente.   

 

Una facoltà e non una imposizione - come è già per aborto e divorzio -  che fa salve le diverse concezioni, le personali convinzioni e sensibilità; una scelta che a mio avviso tiene conto degli orientamenti della maggioranza degli italiani che, come si è visto nel recente passato con i referendum, vogliono più libertà e nuovi diritti civili. 

 

Ma il centrodestra, così come un Vaticano sempre più anticonciliare, vogliono una legge illiberale e anti costituzionale, che imponga a tutti una visione unilaterale della vita, obbligando a sottostare a terapie mediche (sono tali alimentazione e idratazione artificiali) a chi non vuole o ha anticipato di non volere soffrire inutilmente.

Se è così, e la mozione votata al Senato recita in tal senso, per i partiti e i loro iscritti ed elettori, nonchè per i parlamentari che li rappresentano, non si pone solo un problema di coscienza individuale, rispettabile in quanto tale; preminente diventa l'aspetto politico e quindi occorrono posizioni chiare e comportamenti conseguenti.

Il PD non deve solo definire una linea precisa, coerente con la Costituzione - quella che Veltroni ha ribadito -  ma affermare chiaramente che chi convergerà con il centrodestra per imporre a tutti gli italiani, compreso il sottoscritto, di sottostare a una imposizione inaudita come quella che obbliga a subire trattamenti medici indesiderati, non si limita a esercitare il diritto di voto secondo coscienza, nei fatti calpesta  un fondamentale principio di libertà.

 

Allora è meglio che qualcuno cambi partito, del resto lo ha fatto altre volte scoprendo sempre "nuovi valori".

Attento Walter, c'è un limite a tutto, qui sono in gioco principi fondanti messi a base della nascita del PD; stare a metà strada, come tra CGIL che combatte e CISL che sta ferma, significa tagliare quel famoso ramo.   

 

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Giorgio Zanniboni

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Sofia
    Sofia

    Ecco gli interrogativi e le riflessioni che mi ha fatto nascere tutto il dibattito che si è scatenato attorno alla vita di Eluana: Quando una vita è degna di essere vissuta? Su che cosa si misura la vita? sull utilità e basta? Beh allora la nostra società è piena di gente inutile..smettiamo di dare da mangiare e da bere anche a loro? o forse la vita si misura con intelligenza? per me la vita è fatta anche di sentimenti e di emozioni,di pietà e di speranza. Come può la morte essere considerata un gesto d' amore? per me il vero amore in tutti gli anni della disabilità(perchè di questo si tratta) di Eluana l' hanno testimoniato quelle suore che,nel silenzio e nella gratuità, l' hanno accudita e nutrita. E questo quello che dobbiamo domandare di imparare: a volere bene così. Iniziamo a difendere il diritto alla vita e non il diritto alla morte! Di questo c' è bisogno.

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