Riforma Gelmini, Fini: "E' l'atto migliore della legislatura"

Riforma Gelmini, Fini: "E' l'atto migliore della legislatura"

Riforma Gelmini, Fini: "E' l'atto migliore della legislatura"

ROMA - Non si ferma la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini. A difesa del ddl si è schierato il presidente della Camera, Gianfranco Fini: "bloccarla significherebbe fare un errore", ha affermato a Lecce nel corso di un incontro con il Consiglio di amministrazione e il Senato accademico dell'università del Salento. "La  riforma verrà approvata martedì prossimo ed è una delle cose migliori di questa legislatura". Dopo queste parole molti giovani sono usciti.

 

Le parole di Fini sono state apprezzate dalla Gelmini, che ha rilanciato subito: "Colgo in modo positivo questa dichiarazione. Mi auguro che oltre al voto favorevole a questa riforma ci possa essere da parte di Futuro e Libertà una disponibilità a non votare la mozione di sfiducia nei confronti di Sandro Bondi".

 

Manifestando il proprio stupore per la presenza di giovani alla manifestazione della Cgil a Roma, Gelmini ha ricordato "che sono molti di più i ragazzi che intendono studiare e che regolarmente si recano negli atenei a sostenere gli esami e vogliono un'università del merito, che spenda bene i soldi dei contribuenti, e dove l'autonomia venga coniugata con la responsabilità delle scelte".

 

"Forse la ministra non sa come è fatto questo Paese e che dietro ai giovani e agli studenti ci sono famiglie e un Paese che li sostiene", ha replicato a distanza il leader della Cgil, Susanna Camusso. l sostengo agli studenti lo ha ribadito il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che sabato ha sfilato a Roma al fianco della Cgil: "Quindici giorni fa ho avuto l'incontro con le parti sociali, poi quello con gli agricoli, quindi il sostegno portato agli studenti sui tetti delle università, dove i giovani e i ricercatori li ha mandati la Gelmini, non io".

Commenti (1)

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    alessio di benedetto

    ABBIAMO BISOGNO DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE FRANCESE (QUESTA VOLTA CHE PARTA DALL'ITALIA) PER SPODESTARE I NUOVI ARISTOCRATICI CHE CONDUCONO UNA VITA MIGLIORE DEGLI ARISTOCRATICI DEL '700, ALLA FACCIA NOSTRA. ABBIAMO BISOGNO DI UN NUOVO 68 PER MANDARE IN GALERA BERLUSKLAUN & COMP. ABBIAMO BISOGNO DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE RUSSA PER RISTABILIRE LA VIVIBILITA' E LA GIUSTIZIA SOCIOECONOMICA IN QUESTO PAESE DEL IV MONDO. Nel 2008-2010, dopo i tagli con barbariche accette contro la cultura, l’arte, lo spettacolo e la scuola pubblica (tipico di un governo clericofascista basato sui grembiulini balilla di Santa Gelmini dei Macelli), è bastato uno starnuto del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI (Conferenza episcopale italiana), perché i finanziamenti alla scuola confessionale cattolica, gestita dalla curia per formare i suoi nuovi cadetti e “missionari” della loro fede, venissero raddoppiati per decreto, durante la notte . D’altro canto, entro il 2013, ben 150.000 docenti degli istituti statali perderanno il posto di lavoro, grazie a Maria Stella Gelmini (un nome, una conferma). Mentre continuiamo a elargire a piene mani al Vaticano ogni anno 13 miliardi di euro, le cui finalità non sono affatto note, nel 2003 un organico di 15.507 preti, pagati da noi, è stato immesso in ruolo nelle nostre scuole. Così si vieta alla scuola pubblica di essere portatrice di pluralità d’informazione, e con Santa Maria Stella Gelmini la stanno affossando, mentre i loro istituti cattolici, gestiti dall’Opus Dei, dai Legionari di Cristo e dall’anima nera da Ku-Klux-Klan della Chiesa, conquistano l’intero potere gerarchico della società italiana. Proibiscono al fedele di pensare con la propria testa.

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