Riforma Gelmini, la rivolta pacifica degli studenti emiliano-romagnoli

Riforma Gelmini, la rivolta pacifica degli studenti emiliano-romagnoli

Riforma Gelmini, la rivolta pacifica degli studenti emiliano-romagnoli

BOLOGNA - E' rivolta dell'Università in Romagna contro il ddl Gelmini. A Bologna gli studenti hanno fatto un incursione a Palazzo D'Accursio, per poi occupare simbolicamente il Rettorato con uno striscione che recitava "Senza cultura non rimane più nulla. (Mario Monicelli)", esponendolo dalla Torre della Specula. Altre esposizioni di striscioni si sono avuti nella facoltà di Matematica e Ingegneria. A Rimini una cinquantina di studenti hanno partecipato ad un corteo.

 

>LE IMMAGINI DELLA PROTESTA

 

I giovani hanno occupato simbolicamente per un'ora il ponte di Tiberio. Si tratta di una manifestazione non organizzazione che ha portato alla segnalazione di qualche studente da parte della Digos. Quindi c'è stata una sorta di marcia funebre, autorizzata dalla Questura, in zona Colonnella, partito da piazza Cavour. Non sono mancati i problemi alla circolazione stradale. Al riparo dalla pioggia gli studenti hanno seguito le lezioni di qualche professore di Scienze della Formazione sotto i portici della sale degli Archi.

 

A Cesena i giovani hanno occupato l'aula magna. Si è tenuta un'assemblea alla quale hanno partecipato un migliaio di studenti. A Forlì i ragazzi hanno occupato la statua di Aurelio Saffi in via Saffi, esposto striscione e distribuito volantini. A Ravenna è gli studenti hanno "invaso" il Mausoleo di Teodorico.

 

"La nostra è stata una giornata di contestazione pacifica e non violenta - ha affermato Angelo Rinaldi, Coordinatore del SDU -. Abbiamo sottolineato in tutti i nostri messaggi l'attenzione di una generazione verso la crescita del Paese nella libertà e nella democrazia, nella cultura e nel sapere libero per tutti."


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