Rimini, 252 detenuti in carcere contro un capienza di 208. ''Altrove è peggio''

Rimini, 252 detenuti in carcere contro un capienza di 208. ''Altrove è peggio''

Rimini, 252 detenuti in carcere contro un capienza di 208. ''Altrove è peggio''

RIMINI - Una presenza pari a 252 detenuti contro una capienza massima prevista pari a 208. Le condizioni piu' delicate si vivono alla sezione quattro, con 32 detenuti contro 22, e alla sezione uno, con 99 detenuti contro 84. Tutto questo basta a Sinistra Ecologia e Liberta' Emilia Romagna per parlare del "Casetti" di Rimini come di un carcere "che accusa i suoi problemi" ma che comunque, almeno non d'estate, "sta senz'altro meglio di altri istituti penitenziari in giro per la regione".

 

Nell'ambito dell'iniziativa "I lunedi' in carcere", il consigliere regionale dei vendoliani Gian Guido Naldi ha guidato la delegazione che lunedì si e' recata al carcere riminese. Naldi e compagni prima sono stati ricevuti dalla direzione del penitenziario, visitandone i vari padiglioni, poi hanno incontrato le varie associazioni di volontariato, come Caritas, attive sul territorio nel sostegno e nel recupero della popolazione carceraria.

 

Dopo i nuovi spazi aperti qualche mese fa per far fronte alle emergenze principali, l'inaugurazione di nuove sezioni o la loro ristrutturazione, come nel caso della parte del "Casetti" che ospita una decina di transessuali, e' strettamente legata alla disponibilita' di fondi da Roma. "Abbiamo trovato progetti interessanti- osserva Naldi a margine della visita- di recupero dei detenuti, come al reparto 'Andromeda' dove 12 persone praticano con successo alcune forme di autogestione. Anche l'ultimo reparto aperto quest'estate per i tossicodipendenti (1,2 milioni di euro per 50 posti, ndr), 'Cassiopea', pare funzionare.

 

In generale, a Rimini esiste un quadro con piu' luci che ombre in merito alle condizioni sanitarie dei detenuti. Altrove ci sono piu' problemi".Intanto, di carcere si e' parlato anche lunedì mattina nel corso della prima commissione consiliare in Comune. All'ordine del giorno, in presenza dei dirigenti comunali delegati alla questione carcere, la proposta del consigliere del Pd Vincenzo Gallo, avvocato, che ha rilanciato senza ottenere risultati concreti la mozione sull'istituzione del Garante dei diritti dei cittadini detenuti nel Comune di Rimini.

 

Il Pdl la ritiene poco piu' di una manovra elettorale. Il popolare liberale Eraldo Giudici dopo l'incontro vede anche a Rimini "una situazione di sovraffollamento, piu' grave nel periodo estivo, con una palese inadeguatezza sia degli spazi di restrizione, che di quelli di socializzazione, ma anche dalla carenza del personale di custodia". La proposta di Gallo, secondo Giudici, svela "il grave ritardo locale nell'attuazione delle politiche regionali in materia di tutela dei diritti delle persone recluse". Il consigliere del Pdl ricorda che la Regione con la legge 3 del 2008 ha previsto il garante (opera soltanto in tre capoluoghi), ma "questa figura, lo si e' appreso in commissione, non e' mai diventata operativa".

 

Per questo la proposta del Pd "ci pare quanto meno tardiva, se non incongrua rispetto all'ordinamento regionale, di schietto sapore preelettorale". Giudici e soci mettono sul tavolo la questione dei Ctp, i corsi di istruzione per adulti, ma soprattutto chiedono di utilizzare la nuova questura "esorbitante ed inutilizzata" per ospitare detenuti. Chi ritiene invece "indispensabile" un "Consiglio comunale aperto in carcere" e' ancora Sel, per bocca del consigliere comunale Eugenio Pari: "La proposta c'e' gia'". (Dire)

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