Rimini, a 'Sapore' la cucina di Massimo Bottura

Rimini, a 'Sapore' la cucina di Massimo Bottura

Rimini, a 'Sapore' la cucina di Massimo Bottura

RIMINI - "Il buono per me è una bandiera. Tutta la concettualizzazione dei miei prodotti non avrebbe senso, se il risultato non fosse buono". Massimo Bottura, ‘Chef dell'anno' 2011, per l'Académie Internazionale de la Gastronomie, è intervenuto a SAPORE, in corso a Rimini Fiera, alla presentazione del primo ‘World Menù Report' di Unilever Food Solutions. "Nel 2004 con il mio nuovo guppo dei nuovi chef italiani, abbiamo cercato nuovi percorsi perché la nostra cucina rischiava di ridursi a un ‘fuoco d'artificio'".

 

"La gente preferisce la verità del prodotto". Amore per il gusto e i sapori delle materie prime, ma anche tanta creatività e ironia trovano spazio nell'alta cucina di Bottura: "Io presento uno dei piatti più snob al mondo, come il croccantino di foie gras, con uno stecco in stile 'gelato Algida' per dare l'idea del mangiare con la gioia di un bambino. Ho chiamato un altro piatto ‘La patata che vuol diventare un tartufo', per dare speranza: perché anche un prodotto umile come una patata può aspirare ad avere la dignità di un tartufo! Non bisogna aver paura di seguire i propri sogni, perché senza sognare non si va da nessuna parte."

 

Al convegno di Unilever hanno partecipato altri due grandi nomi e notissimi volti televisivi, il sociologo Enrico Finzi di Astraricerche ed Eugenio Del Toma docente di Scienza dell'Alimentazione all'Università Campus Biomedico di Roma.

 

"Il 41% degli italiani mangia fuori - ha detto Enrico Finzi - e il 78% di questi vorrebbe più informazioni circa gli alimenti, i loro ingredienti, le materie prime utilizzate, il processo produttivo, le porzioni e le caratteristiche organolettiche. L'84% della popolazione non accetterebbe di ‘scambiare' il piacere orale con la sicurezza alimentare e l'equilibrio nutrizionale: per gli italiani il cibo deve essere buono! E in questo siamo tra i più esigenti al mondo, insieme soltanto a Spagna e Costarica".

 

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Sulla stessa lunghezza d'onda anche Eugenio Del Toma, che sottolinea il ruolo fondamentale di un'educazione complessiva al mangiar bene: per questo "occorre un connubio tra medicina, grande industria e chef. Il cibo va scelto non solo in base alle calorie nel piatto: non servono le diete che reprimono e basta!".

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