Rimini, al via il meeting internazionale sulla salute mentale

Rimini, al via il meeting internazionale sulla salute mentale

Rimini, al via il meeting internazionale sulla salute mentale

RIMINI - Prende il via martedì 21 aprile alle ore 8.30, presso l'Hotel Holiday Inn di Rimini (viale Vespucci 16), la seconda edizione del meeting internazionale "Rafforzare i sistemi di salute mentale nei paesi a basso e medio reddito". L'obiettivo è rafforzare i sistemi mentali per diffondere le cure e tutelare i diritti e la dignità delle persone con disabilità mentale che vivono nei paesi a basso reddito, dove in media c'è un solo psichiatra ogni due milioni di abitanti.

 

Inoltre vi è un infermiere specializzato in psichiatria ogni 625 mila abitanti, tanto che il 76-85% dei casi più gravi nell'ultimo anno non ha ricevuto alcun tipo di assistenza sanitaria.

 

Il meeting è organizzato dall'associazione riminese Cittadinanza in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e con il patrocinio del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e di Comune di Rimini, Provincia di Rimini e Ordine dei Medici della Provincia di Rimini.

 

Fino a venerdì 24 aprile, il meeting ospiterà le autorità politiche e sanitarie di dodici paesi in via di sviluppo - sono Afghanistan, Etiopia, Filippine, Georgia, Giordania, la regione indiana di Assam e poi Iraq, Kirghizistan, Somalia, Tanzania, Uzbekistan e Vietnam -, gli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e quelli di agenzie sanitarie, organizzazioni non governative e associazioni internazionali. L'obiettivo è rafforzare i sistemi mentali per diffondere le cure e tutelare i diritti e la dignità delle persone con disabilità mentale che vivono nei paesi a basso reddito: qui - secondo le stime dell'OMS -, in media c'è un solo psichiatra ogni due milioni di abitanti (e un infermiere specializzato in psichiatria ogni 625 mila abitanti), tanto che il 76-85% dei casi più gravi nell'ultimo anno non ha ricevuto alcun tipo di assistenza sanitaria.

 

"Nei paesi a basso reddito, alla salute mentale viene mediamente destinato solo l'1% del budget sanitario e i servizi di cura e assistenza per i disabili psichici sono per ora drammaticamente precari - dice Maurizio Focchi, presidente dell'associazione Cittadinanza -. Il meeting sarà l'occasione per permettere uno scambio di conoscenze e di buone pratiche tra le autorità dei dodici paesi e gli esperti di salute mentale dell'OMS e delle agenzie internazionali, con la speranza che possano nascere nuove collaborazioni indispensabili per diffondere in tutti i continenti sistemi di cura giusti ed efficienti".

 

Dopo l'apertura affidata al sindaco di Rimini Alberto Ravaioli, all'assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni e al presidente di Cittadinanza Maurizio Focchi, martedì il meeting entrerà nel vivo con Benedetto Saraceno, direttore del dipartimento di Salute mentale dell'OMS, che nella sua relazione parlerà delle sfide che i paesi devono affrontare per riuscire a realizzare una moderna politica sanitaria a favore delle persone con disabilità psichiche.

 

L'intervento di Shekhar Saxena dell'OMS verterà invece sull'importanza che gli strumenti di valutazione dei sistemi di salute mentale hanno nella progettazione di servizi sociosanitari che rispondano ai bisogni concreti dei malati. A Lucia Gonzo, direttore scientifico dell'associazione Cittadinanza, spetterà poi il compito di presentare prospettive e obiettivi della seconda edizione del meeting internazionale.

 

Dopo un incontro con la stampa (in programma alle ore 11), il meeting proseguirà con le relazioni dei delegati di Georgia, Filippine, Uzbekistan e Vietnam, che illustreranno i punti di forza e di debolezza dei propri sistemi sanitari e presenteranno brevemente i progetti previsti per potenziare i servizi di salute mentale.

 

Il pomeriggio sarà dedicato all'approfondimento dei progetti presentati in mattinata, che verranno discussi in dettaglio in quattro sessioni parallele a cui parteciperanno esperti di salute mentale di agenzie sanitarie, ong e associazioni. Di particolare interesse sarà l'intervento di Berit Kieselbach dell'agenzia governativa tedesca GTZ, che parlerà della necessità di integrare la salute mentale nelle politiche di cooperazione per lo sviluppo.

 

Il meeting "Rafforzare i sistemi di salute mentale nei paesi a basso e medio reddito" prosegue fino a venerdì 24 aprile con le relazioni delle autorità politiche e sanitarie di Afghanistan, Etiopia, Giordania, della regione indiana di Assam e poi di Iraq, Kirghizistan, Somalia e Tanzania. Per commentare i diversi progetti di sviluppo dei sistemi di salute mentale saranno presenti specialisti e rappresentanti di associazioni e agenzie nazionali e internazionali, tra cui Antonio Lora (presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica), Anita Marini, Jodi Morris, Khalid Saeed e Mark van Ommeren del dipartimento di Salute mentale dell'OMS e Angelo Fioritti (responsabile del servizio Salute mentale della Regione Emilia-Romagna).

 

Il mondo della cooperazione internazionale sarà invece rappresentato dai delegati dell'ong di Milano GRT, dell'olandese HealthNet TPO, di Medici senza Frontiere, del Comitato internazionale della Croce Rossa e dell'ong Handicap International.

 

 

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