Rimini: alla Sala Marvelli il convegno sui "Tesori della vita quotidiana"

Rimini: alla Sala Marvelli il convegno sui "Tesori della vita quotidiana"

RIMINI - Il convegno "I tesori della vita quotidiana" La storia a memoria. Voci, testimonianze, memorie del territorio e della gente, è l'avvio del progetto caratterizzato dalla raccolta, archiviazione, studio e comunicazione dei racconti dei nati nella prima metà del 900. La storia orale è un patrimonio enorme che va conservato e tramandato ancora oggi.

 

L'evento suddiviso in due parti, si è aperto alle 9.30 con "Metodi, dialoghi e politiche della ricerca di base" e coi saluti della padrona di casa, Marcella Bondoni, assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Rimini, con Laura Carlini, Responsabile servizio musei Istituto per i Beni culturali dell'Emilia Romagna e con Paolo Foschi, Presidente Istituto Musei comunali di Santarcangelo. Ad introdurre e a presiedere è stato Duccio Demetrio, professore ordinario di Filosofia dell'educazione e di teorie e pratiche autobiografiche presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, e fondatore, insieme a Saverio Tutino, della Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari, associazione culturale senza fini di lucro nata nel 1998.

 

"L'importanza del dialogo con la memoria - ha dichiarato Marcella Bondoni, Assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Rimini - è il segreto per registrare e non dimenticare quella storia che risiede nel passato, nella cultura di un tempo. Per questo è necessario provvedere alla realizzazione di eventi che sottolineano e pubblicizzano il dono di coloro che hanno vissuto prima di noi. Essere anziani oggi significa portare con sé un background culturale ed esperienziale di altissimo valore. Basti pensare alla storia vissuta con tutte le trasformazioni che sono avvenute in questo ultimo secolo. Una testimonianza che rivela l'espressione della nostra identità attraverso un confronto intergenerazionale. I ricordi, i racconti, i costumi, i mestieri, la lingua di una volta: il dialetto, permettono di non far perdere le tracce di un passato conosciuto o meno, e per impedire alla nostra tradizione nelle sue varie forme espressive, di essere dimenticata. Il dialogo fra le generazioni, credo che sia in grado di creare un legame forte fra presente e passato, garantendo così un futuro alla nostra identità, alle origini della nostra terra e alle sue evoluzioni".

 

Il convegno, oltre ad evidenziare il valore della memoria, delle radici ed il diritto alla testimonianza,  è stato l'occasione per presentare il progetto provinciale "La storia a memoria" a cura di Mario Turci e Giovanna Gazzoni.

 

"Il museo etnografico di Santarcangelo - ha spiegato il direttore Mario Turci - racchiude le orme della storia del nostro territorio, magari non caratterizzata da grandi eventi ma bensì dai fatti della vita quotidiana, dagli oggetti agricoli, dai mestieri, dalle abitudini familiari. La testimonianza diretta o fonte orale è un veicolo per parlare della memoria a chi sta vivendo in questo momento. Il museo ed il convegno permettono di recuperare ciò che potrebbe perdersi per sempre".

 

Il progetto ha avuto lo scopo di raccogliere le memorie della gente del territorio e di avviare l'azione dii coordinamento provinciale fra tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati, per la costituzione di un archivio orale permanente.

 

"La testimonianza va considerata come un dono, perché l'ascolto di un tempo permette d'instaurare una relazione - ha affermato Giovanna Gazzoni, consigliera del Met di Santarcangelo - . Vorrei raccontarvi di quando durante una mostra fotografica, che rappresentava luoghi significativi del paese e gruppi anonimi per i più, si sono subito creati dei ‘cappanelli' di gente che s'identificava nei luoghi o nei gruppi. Un album di famiglia  dove le singole storie  tessevano le trame di una storia più grande in cui ognuno non si riconosceva come individuo ma bensì come membro della comunità".

 

 Il convegno è proseguito con la seconda parte "Le voci, gli archivi, e la ricerca locale". A presiedere è stato Mario Turci, direttore dell'Istituto dei Musei comunali di Santarcangelo. Sono state proiettate immagini e filmati. E non solo. Testimonianze ed esperienze di ricerca sono state raccontate, per esempio, da Silvana Cerruti, Responsabile coordinamento Provinciale donne SPI-CGIL, con il preciso intento  di affermare il diritto alla memoria sia per chi racconta che per chi ascolta e per impedire che il patrimonio rappresentato dai ricordi delle donne vada perduto. Ed ancora.

 

Gino Valeriani ha parlato della sua esperienza d'insegnante quando a Montescudo, verso la metà degli anni '60 insieme ad un gruppo di operatori scolastici, recuperò attraverso la rilevazione-registrazione dei documenti la vita familiare, affettiva, lavorativa, religiosa e magica presente nella memoria sociale.

 

La cura del nostro territorio è di vitale importanza perché é come se proteggessimo la nostra identità culturale.

 

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"La riscoperta delle nostre radici e la loro salvaguardia - ha sottolineato Marcella Bondoni, Assessore alla Cultura e al Turismo - sono uno degli indirizzi che caratterizza il nostro assessorato. Solo a dicembre scorso abbiamo presentato il documentario "Una storia comune: donne sull'orlo di un miracolo economico" che racconta di sei storie al femminile, ognuna diversa dall'altra che hanno ricordato com'era la vita degli anni del dopoguerra. Ma posso citare un altro progetto quale la pubblicazione a cui stiamo lavorando, che riguarda la salvaguardia del linguaggio marinaro del nostro territorio".

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