Rimini, alta Valmarecchia: Diotalevi (Lega) replica a Funelli (Pd)

Rimini, alta Valmarecchia: Diotalevi (Lega) replica a Funelli (Pd)

RIMINI - Anche se l'On. Pini non ha certamente bisogno di azioni in sua difesa voglio intervenire nel merito delle affermazioni del Capogruppo del PD Sergio Funelli.  Quale risposta al suo intervento, non posso fare a meno di riprendere la questione riguardante il protocollo d'intesa tra le Province di Rimini e di Pesaro Urbino sull'aggregazione dei 7 comuni dell'Alta Valmarecchia. In primis vorrei puntualizzare una cosa: Funelli ha dichiarato che l'intero Consiglio Provinciale sta affrontando il tema dell'aggregazione. Certo! Ma in che modo? Quale intero Consiglio? E la minoranza?

 

A quattro mesi dalla legge, ad eccezione di una Conferenza dei Capigruppo allargata ai Presidenti di Commissione con un resoconto del Presidente Vitali, non una commissione, non un approfondimento. Non c'è Consigliere di minoranza messo al corrente di quanto sta avvenendo. Solo notizie riguardanti mere richieste di deroghe al patto di stabilità.

 

A proposito del citato protocollo, lo stesso è stato portato all'attenzione della Commissione 1 con un testo che, sono le parole del Dirigente incaricato presente, era suscettibile di modifiche e tutt'altro che definitivo. Questo 5 giorni prima del Consiglio Provinciale con all'ordine del giorno tale delibera. Cinque giorni prima un testo non definitivo!

 

Avviare il processo per l'aggregazione dei sette comuni della Valmarecchia non significa accettare,  senza un ragionevole approfondimento, la cessione di 10 cespiti, ma neppure di 1. Neanche un metro quadro deve essere ceduto in questo modo. Un rappresentante del territorio sia esso un On. o un semplice Consigliere di quartiere, ha il dovere di difenderlo, non di svenderlo per accordi di segreterie di partito.

 

Noi siamo d'accordo sulla necessità del protocollo quale avvio per l'integrazione, ma perché tutta questa fretta relativamente ai beni?  Perché non stralciare l'art. 2 e riportarlo in altro documento. Uno, dieci, cento beni immobili del patrimonio disponibile e indisponibile, oggetto di un accordo separato da stipulare, dopo attenta analisi,  magari entro gennaio. Qual è il problema?

 

In conclusione, sempre a proposito delle dichiarazioni di Funelli,  posso affermare che l'On. Pini trascorre gran parte del suo tempo a Roma anche per trovare delle soluzioni all'integrazione dei sette comuni. E' stato il primo firmatario della legge, ha lottato come una tigre per portarla a casa.

 

Oggi sta lottando nello stesso modo per ottenere deroghe al patto di stabilità e risorse economiche finalizzate a favorire il passaggio dei comuni nel più breve tempo possibile.  E però nella sua natura quella di difendere con le unghie anche solo un centimetro di territorio. Fa parte del suo DNA e per raggiungere tali obbiettivi non si fa scrupoli nel portare qualsiasi cosa all'attenzione dei Ministri competenti.

 

 

Giancarlo Diotalevi, consigliere federale Lega Nord - Rimini

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