Rimini: anche da Ragusa ai corsi riminesi di defibrillazione

Rimini: anche da Ragusa ai corsi riminesi di defibrillazione

Buona partecipazione e buoni risultati per il corso-convegno "Primo soccorso nei> luoghi di lavoro: aspetti organizzativi e formativi", svoltosi mercoledì scorso presso la sede A.Usl di via Coriano 38, centrato sull'importanza delle presenza di defibrillatori anche nei luoghi di lavoro, e al quale hanno preso parte docenti di prim'ordine provenienti da tutt'Italia (si allega comunque il programma dei lavori).

 

Vi hanno partecipato complessivamente più di 60 operatori del settore. Di questi, una metà circa ha assistito alle lezioni frontali del mattino; 18 hanno conseguito il diploma BLSDa (che consente di intervenire col defibrillatore semiautomatico se si è in presenza di una persona colpita da arresto cardiorespiratorio) e 10 hanno fatto un ulteriore passo in avanti divenendo "Istruttori di Comunità" (sono cioè in grado si svolgere a loro volta i corsi di formazione per l'autorizzazione a defibrillare).

Fra questi ultimi (tutti provenienti da altre regioni, tranne un forlivese) anche due professori di un Liceo di Ragusa, che si sono iscritti per poter attivare anche in Sicilia la catena di "Conoscere per Salvare". Con questa iniziativa, iniziata nel 2004 sotto l'egida del Ministero della Salute-Anno del Cuore, anche nella nostra provincia sono stati già attivati 12 istituti scolastici con insegnanti-istruttori e con palestre dotate di defibrillatori semiautomatici.

 

Quest'ultimo è, tra l'altro, uno degli aspetti peculiari "nati" a Rimini: far sì che gli istruttori non siano solo personale sanitario. A Rimini infatti, centinaia di "Istruttori di Comunità" stanno già insegnando nelle scuole, nelle caserme e più in generale nella società civile. Con linguaggio semplice ma corretto, con materiali economici e pratici. "Razionalizzare la spesa e i percorsi formativi non significa necessariamente investire  piu' risorse, ma certo farle rendere davvero - conclude il dottor Antonio Destro, coordinatore del progetto "Riminicuore" -. E salvare qualche migliaia di quei 60.000 morti l'anno che ancora l'Italia perde ogni anno per arresto cardiaco improvviso".

 

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