RIMINI - Anche un imprenditore della notte tra i coinvolti nell'inchiesta ''Re Nero''

RIMINI - Anche un imprenditore della notte tra i coinvolti nell'inchiesta ''Re Nero''

RIMINI – Tra gli imprenditori coinvolti nella maxi-inchiesta condotta dalla procura di Forlì sul riciclaggio di fondi neri tra la Asset Banca di San Marino e la Banca di credito e risparmio di Romagna a Forlì, c’è anche un “uomo della notte”. Intanto giovedì sono state svolte altre quaranta perquisizioni in Romagna, a Bologna, nelle Marche, a Roma. Una ventina le hanno svolte gli uomini della Guardia di Finanza di Forlì, le altre quelli della Squdra Mobile forlivese.


NUOVI INTERROGATORI - Partono venerdì mattina gli ultimi interrogatori per la questione Bcr-Asset. Intanto, però, le indagini continuano a svilupparsi con nuove perquisizioni e con la discesa in campo della Guardia di Finanza e, per quanto riguarda gli arrestati, giovedì mattina è stata depositata dagli avvocati Beniamino Migliucci e Alessandro Petrillo la richiesta di scarcerazione o, almeno, degli arresti domiciliari per i sammarinesi Barbara Tabarrini e Stefano Ercolani.


Ercolani, in particolare, viene considerato dagli inquirenti la “mano segreta” che muoveva tutte le maggiori attività dello sportello forlivese della Bcr. Accuse che i legali dell’indagato rispediscono al mittente. “E’ vero che il nostro assistito aveva delle azioni alla Bcr e che ha dato diversi consigli di tipo finanziario, data la sua grande esperienza nel campo. Ma da qui a poter affermare che ricoprisse una posizione di comando all’interno della banca forlivese ce ne passa”, hanno commentato.


“La legislazione sammarinese in materia è stata rispettata, dal nostro punto di vista – hanno continuato –, e i depositi rientrano nella legalità. Sosteniamo che i nostri assistiti non fossero consapevoli che quei soldi erano stati sottratti ai controlli del fisco, elemento che gli inquirenti vogliono dimostrare”.


Altra questione quella delle numerose intercettazioni effettuate, prova indiziaria chiara, secondo l’accusa, interpretabili secondo gli avvocati della difesa. Alcuni di questi numeri di cellulare finiti sotto la lente della Procura, tra l’altro, sono registrati a San Marino e qui si potrebbe aprire un nuovo fronte di discussione.


Stesso problema riguarda il rapporto tra normativa italiana e normativa sammarinese in materia, visto che i vertici di Asset banca arrestati avevano l’obbligo, all’interno del loro istituto di credito, di seguire quella del loro Paese. Questi sono solo alcuni dei tasselli che andranno a comporre il confronto legale che si aprirà, in futuro, tra Procura e avvocati della difesa.


lisa tormena

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