RIMINI – Apre la mostra su Giuseppe Maioli, geometra e umanista nella Rimini del XX secolo

RIMINI – Apre la mostra su Giuseppe Maioli, geometra e umanista nella Rimini del XX secolo

RIMINI - Sabato 24 alle ore 17 presso il Museo della Città, Sala del Giudizio, avverrà l’inaugurazione della Mostra alla presenza di Fausto Savoldi, Presidente della Cassa italiana Geometri, Adriano Leardini, Presidente del Collegio dei Geometri della Provincia di Rimini, Stefano Pivato, Assessore alla Cultura del Comune di Rimini.


Seguiranno le presentazioni di Pier Luigi Cervellati (Università di Venezia) e Grazia Gobbi Sica (Università di Firenze). Saranno presenti gli autori dei saggi nel catalogo, Oriana Maroni, Giovanni Rimondini, Michela Cesarini, Enzo Pruccoli, Emanuele Mussoni.


La mostra è promossa dal Collegio dei Geometri della Provincia di Rimini, che nel 2007 celebra il 60° anniversario della sua fondazione, e dal Comune di Rimini. Fa seguito a quella recentemente conclusa, tenuta alla Galleria dell’Immagine di Palazzo Gambalunga su “Giuseppe Maioli geometra e fotografo Rimini prima e dopo la guerra”. Due mostre che si integrano vicendevolmente e mettono in luce la figura e l’opera di Giuseppe Maioli, geometra del Comune di Rimini (con il ruolo di capo ufficio dei Lavori Pubblici – Settore Edilizia dagli anni ’20 al 1960) e percorrono, di questo periodo cruciale per la storia della città, gli aspetti connessi alla sua trasformazione. Giuseppe Maioli rivela, attraverso la sua opera di progettista e di tecnico, una personalità ricca di sfaccettature: professionista colto e aggiornato, ma insieme uomo schivo e modesto, pur essendo il vero protagonista di molti interventi sulla città – dallo stadio, al ponte dei Mille, dalla scuola E. Toti, agli interventi di “risanamento” del Borgo San Giuliano – non ha visto, fin ad oggi, il suo ruolo di progettista pubblicamente riconosciuto. A 35 anni dalla scomparsa, la mostra ha l’obiettivo di far luce su una operosità “esemplare” orientata in diversi settori : dal disegno urbano, alla progettazione edilizia, al progetto d’arredo.


Nello sfondo c’è Rimini, la città che è stata lo scenario del suo operare, il luogo che egli ha guardato con occhio sapiente, analizzandolo nelle sue diverse componenti – il centro, la marina, la campagna – ricomposte, alla ricerca costante del mantenimento della sua identità, soprattutto dopo lo sconvolgimento apportato dalle distruzioni della guerra.

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L’archivio, amorosamente custodito, e generosamente messo a disposizione dagli eredi – gli otto fratelli Maioli – ha consentito questa operazione che presenta più di una valenza. Un primo aspetto è quello di far luce sull’operatività e sulla riflessione di un tecnico e di un professionista di cui appaiono esemplari il rigore e la dignità nello svolgimento del lavoro, la ricerca paziente e il vasto corredo di conoscenze; la mostra ha inoltre l’obiettivo di aprire ai giovani, studenti e geometri in procinto di entrare nel mondo del lavoro, un dialogo con gli strumenti e i modi di un operare sulla città; di illustrare un rapporto con la professione di progettista che nel caso di Giuseppe Maioli è stata esemplarmente condotta, per la cultura e il controllo degli strumenti progettuali, per lo studio attento del contesto e in definitiva per il senso e il significato della città

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