Rimini, arte e fede nelle chiese della città

Rimini, arte e fede nelle chiese della città

RIMINI - Il programma di Estate al Museo 2010 ha in serbo due nuovi appuntamenti di Arte e fede nelle chiese riminesi, l'iniziativa promossa dalla Diocesi e dai Musei Comunali di Rimini e rivolta a turisti e a cittadini curiosi di scoprire o riscoprire lo straordinario patrimonio artistico delle chiese riminesi.

 

Protagoniste dei percorsi, pensati da Michela Cesarini, le chiese dei due borghi affacciati sul porto canale e le chiese del centro storico testimoni dell'arte religiosa nella Rimini del Settecento.

Entrambi gli itinerari hanno come punto di partenza il Museo della Città, custode di importanti opere provenienti dagli edifici poi visitati, per proseguire nella città offrendo l'opportunità di visitare  anche luoghi poco conosciuti o difficilmente accessibili quali la sala parrocchiale di San Nicolò, la chiesa della Madonna della Scala, la sala consiliare della Provincia di Rimini e la chiesa di San Giovannino della Confraternita di San Girolamo.

 

 

Il primo appuntamento è mercoledì 4 agosto alle ore 10 con il percorso

Le chiese dei borghi: Borgo Marina e Borgo San Giuliano Chiesa di San Giuliano, Madonna della Scala, Chiesa di San Nicolò

 

Un tempo abitati dai pescatori del porto, il borgo di Marina e quello di San Giuliano si sviluppavano oltre il perimetro delle mura cittadine, rispettivamente al di là della Porta di San Pietro (sul Ponte di Tiberio) e di quella de' Cavalieri.

In prossimità di un torrione delle mura che cingono il borgo San Giuliano fu dipinta nel Seicento la prodigiosa immagine della Vergine venerata nella chiesa della Madonna della scala.

Nelle chiese di San Giuliano e di San Nicolò, oltre a preziose reliquie la cui storia e la cui venerazione si lega al mare, sono custodite interessanti opere pittoriche: nella chiesa intitolata al martire istriano Giuliano celebri dipinti di Bitino da Faenza e di Paolo Veronese, nella chiesa di San Nicolò un crocifisso quattrocentesco, ispirato a quello di Giotto nel Tempio Malatestiano, e gli affreschi dipinti da un ignoto maestro della scuola riminese del Trecento a decorazione della volta nell'unico ambiente superstite, insieme al campanile, dell'antica chiesa distrutta dalle bombe della seconda guerra mondiale.

 

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