Rimini, aumentano le ore di cassa integrazione: +137% in un anno

Rimini, aumentano le ore di cassa integrazione: +137% in un anno

Rimini, aumentano le ore di cassa integrazione: +137% in un anno

RIMINI - Ammontano a 2 milioni e 870 mila le ore di cassa integrazione autorizzate dall'Inps nei primi sei mesi dell'anno tra le aziende del riminese. Circa 6.000 posti di lavoro a tempo pieno. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un aumento del 137%. Il quadro aggiornato sulla sofferenza del mercato del lavoro anche a Rimini e provincia è stato illustrato venerdì dalla Cgil di via Caduti di Marzabotto.

 

L'incremento e' pari all'83,5%, in linea con la media delle regioni del Nord Est, ma meno accentuato rispetto al trend della regione Emilia Romagna che segna un aumento del 148%. Ma cio' che preoccupa la Cgil e' soprattutto il cambiamento nel tipo di cassa integrazione richiesta dalle aziende. Quella ordinaria, che comporta un probabile rientro al lavoro, e' diminuita del 20% mentre quella straordinaria, che lascia piu' incognite sul futuro, e' quasi raddoppiata.

 

E quella in deroga, fornita dalla Regione alle piccole aziende, e' addirittura esplosa, passando dalle 21 mila ore del primo semestre 2009 a oltre un milione e 600 mila ore di quest'anno, pari a circa 3.000 posti di lavoro. "Cosa accadra' a questi lavoratori quando i tagli del governo impediranno alla Regione di finanziare la cassa integrazione in deroga?", si chiede Graziano Urbinati, segretario provinciale della Cgil di Rimini.

 

Ma il protocollo firmato con la Provincia per l'accesso al credito da parte delle aziende funziona o no? "Non sta funzionando come dovrebbe", osserva Urbinati. Il segretario sollecita le aziende della provincia "ad utilizzare di piu' il contratto di solidarieta'", che riduce le ore di lavoro individuali consentendo un mantenimento dei posti.

 

"Ma al di la' dei numeri- spiega Urbinati- quello che vediamo ogni giorno e' che aumentano i casi di aziende che chiudono, falliscono o non riescono a pagare gli stipendi, accumulando ritardi di 4 o 5 mesi che pesano sulle famiglie dei lavoratori". Il settore con il maggior ricorso alla cassa integrazione e' senza dubbio la meccanica. Nel secondo trimestre del 2010 le ore complessivamente autorizzate dall'Inps sono state circa 642 mila con un incremento del 67,3% rispetto al 2009.

 

Anche nel corso dei primi tre mesi dell'anno le dinamiche erano state sfavorevoli per questo settore: le ore autorizzate erano salite infatti da 202 mila a 638 mila (piu' 215%). Variazioni tendenziali di segno positivo si registrano anche nel legno (piu' 279%, 78 mila ore circa), nelle pelli e calzature (da 7.250 a 93.700), nella carta (da 3.500 a 66.000), nel commercio (da 814 a oltre 78.000) e nell'industria edile (da 57.000 a 126.000 circa).

 

Vanno male anche settori che in passato erano riusciti ad evitare quasi del tutto la cassa integrazione. E' il caso, ad esempio, dell'alimentare che autorizza oltre 9.200 ore dopo che nel 2009 erano state appena 793. Gli unici comparti dell'economia provinciale che registrano un trend favorevole sono il tessile (meno 56%), la lavorazione di minerali non metalliferi (meno 57,2%) e le attivita' connesse all'agricoltura (meno 99%). (Dire)

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