Rimini, bancarotta fraudolenta. Sequestrati beni e società

Rimini, bancarotta fraudolenta. Sequestrati beni e società

Rimini, bancarotta fraudolenta. Sequestrati beni e società

RIMINI - Nuovi guai giudiziaria per l'imprenditore, l'uomo delle intercettazioni arrestato il 12 luglio scorso per bancarotta fraudolenta. Le sue aziende erano state dichiarate fallite tra il 2008 e il 2009, ma per l'accusa il titolare avrebbe più volte tentato di nascondere al curatore fallimentare i libri contabili, in parte anche distrutti. La Guardia di Finanza di Rimini ha sequestrato beni e attività riconducibili all'uomo.

I militari hanno sequestrato sei vetture di grossa cilindrata, un motoveicolo, due fucili da caccia e due da tiro, cinque quadri di valore e diversi beni hi-tech oltre a beni mobili e dispositivi tecnici appartenenti a due società oltre a quote e partecipazioni societarie per un importo di oltre 105mila euro. Le Fiamme Gialle hanno perquisito anche una società di Padova, una di Foggia, cinque di Rimini, una in provincia di Reggio Calabria ed una con sede legale a Foggia e sede operativa a Rimini.

Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Rimini Fiorella Casadei si parla di "occultamento di considerevole parte del patrimonio sociale e di sottrazione e distruzione di libri e scritture contabili, non rendendo possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento d'affari delle società fallite".

L'imprenditore aveva elaborato un software di cui si erano avvalse anche le Procure che hanno indagato sulla morte di Marco Pantani, su Calciopoli e sul giallo di Cogne. Renzi aveva collaborato ella sua veste di consulente anche per l'omicidio di Meredith Kercher a Perugia, quello del giuslavorista Marco Biagi e il sequestro Soffiantini.

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