Rimini, blitz contro clan malavitoso crotonese: sequestri per 2 milioni di euro

Rimini, blitz contro clan malavitoso crotonese: sequestri per 2 milioni di euro

Rimini, blitz contro clan malavitoso crotonese: sequestri per 2 milioni di euro

RIMINI - E' stimato in due milioni di euro il valore degli immobili e degli altri beni sequestrati dalla Guardia di Finanza a Rimini grazie alla legge antimafia. Tutti i beni sequestrati erano infatti intestati o, comunque, riconducibili a due membri di spicco di un clan crotonese, entrambi detenuti per associazione a delinquere di stampo mafioso e omicidio. L'operazione e' stata condotta dagli uomini del Gico del Nucleo Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bologna.

 

Le Fiamme Gialle hanno eseguito due provvedimenti di "sequestro anticipato" emessi dal presidente della sezione penale del Tribunale di Rimini, Guido Federico. Le indagini hanno portato ad ordinare il sequestro di quattro immobili (nei Comuni di Riccione, Rimini e Misano Adriatico), un terreno, nove automezzi e le quote di due societa', tutti riconducibili ai due "boss".

 

Le indagini e gli accertamenti erano partiti nel luglio scorso con un attento monitoraggio dei soggetti indiziati o condannati per reati di tipo mafioso titolari di beni o altre ricchezze, sproporzionati rispetto alla situazione reddituale dichiarata e, quindi, suscettibili di confisca in applicazione della normativa antimafia.

 

L'attenzione dei finanzieri si e' subito concentrata sui due soggetti, "figure di spicco legate all'organizzazione criminale riconducibile al clan crotonese 'Vrenna-Pompeo', che operavano nella gestione di alcune bische clandestine".

 

L'attività criminosa del gruppo era sfociata il 14 luglio 2004 nell'omicidio di Gabriele Guerra, avvenuto a Pinarella di Cervia. Un omicidio il cui movente e' stato individuato, spiegano le Fiamme Gialle "proprio nella violenta azione dell'organizzazione cui appartenevano i due soggetti, volta ad imporre il proprio esclusivo predominio nella gestione del gioco d'azzardo principalmente nella realta' della Riviera romagnola ma anche a Bologna, dove era operante una bisca clandestina a loro riconducibile".

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