Rimini, c'è maretta nel Pd. Il gruppo Pazzaglia: "Ci negano le liste per candidarci"

Rimini, c'è maretta nel Pd. Il gruppo Pazzaglia: "Ci negano le liste per candidarci"

Rimini, c'è maretta nel Pd. Il gruppo Pazzaglia: "Ci negano le liste per candidarci"

RIMINI - "Ci negano gli elenchi degli iscritti e dei membri dell'assemblea. Se la situazione non si sblocca faremo presente questa assurdita' a chi di dovere: la lettera al segretario regionale Stefano Bonaccini e' gia' pronta". Affiorano i malumori nel Pd riminese, alle prese con il percorso verso il congresso provinciale di fine giugno (chiusura il 26). Preparati i moduli per la raccolta delle firme dei candidati segretari e definita la commissione di garanzia congressuale, due giorni fa, le acque rimangono apparentemente calme.

 

Il segretario provinciale Andrea Gnassi, salvo colpi di scena da non escludere, da copione non si ricandida per cercare di diventare sindaco. L'ex referente bersaniano Tonino Bernabe' era il predestinato alla successione, ma la segreteria regionale (Bonaccini ha concluso la direzione di via Beltramelli lunedi' sera) non vuole lacerazioni. Ecco allora che Bernabe', cosi' come l'altro candidabile, l'ex numero uno della Marino Roberto Maldini, potrebbero essere sacrificati sull'altare del candidato "di sintesi" e, magari, pro tempore: in questo senso il coordinatore cittadino Lino Gobbi e' favorito (fino alle comunali del 2011), ma tra gli altri sono stati sentiti anche Sergio Funelli, Fabio Galli ed Eva Ciaroni che ha gia' detto di no.

 

In tutto questo c'e' qualcuno che non ci sta per nulla. Il gruppo del consigliere comunale Fabio Pazzaglia (pronto alle primarie da sindaco) e di Giovanni Benaglia (sfido' Gnassi all'ultimo congresso Ds) stanno gia' lavorando al loro candidato. Proveranno a lanciarlo ad inizio della prossima settimana, ma la corsa, dicono, "e' tutta ad ostacoli". Piu' che altro, "ostacolata", tanto da doversi mobilitare in direzione Bonaccini.

 

Perche'? La loro verita' sta in un comunicato: "Il regolamento prescrive che per candidarsi si  raccolgano le firme tra gli iscritti oppure tra i membri dell'assemblea, ma attualmente non ci vengono forniti gli elenchi, ne' degli iscritti ne' dei membri dell'assemblea. Ci viene negato un diritto elementare", lamenta Pazzaglia.

 

Dunque a distanza di quasi una settimana dall'approvazione del regolamento in direzione "siamo

impossibilitati a utilizzare gli elenchi per raccogliere le firme per una candidatura: i burocrati della federazione ci hanno negato gli elenchi con motivazioni assurde", prosegue il consigliere comunale. Quali? "L'elenco puo' essere visionato solo nella sede del Pd in via Beltramelli. Inoltre, puo' farlo solo ed esclusivamente il candidato e non chi lo sostiene. Alla faccia della trasparenza sbandierata pochi giorni fa da Gnassi", prosegue Pazzaglia.

 

In questo modo "viene perpetrato un inammissibile ostracismo e cio' dimostra come il Pd assomigli

sempre di piu', neppure ai Ds ma al vecchio Pci stalinista". Il consigliere cita Dario Franceschini sulla "vocazione al coraggio" e tira le somme: "Sul congresso aleggia un clima di illegittimita' che puo' dare il colpo di grazia a chi crede che il Pd debba promuovere un confronto libero e  trasparente". Pazzaglia chiude evidenziando che "se questo comportamento antidemocratico dei dirigenti del Pd verra' mantenuto, non resta che rivolgersi agli organi di garanzia del partito e al

segretario regionale".

 

Sul futuro del partito il segretario Gnassi lancia la palla su un altro campo: come "Mourinho" parlera' del suo futuro "solo dopo il Siena e il Bayern", cosi' prima di parlare del suo eventuale successore Gnassi ricorda che "c'e' una fase congressuale da portare avanti, il percorso e' aperto".

 

Gobbi che e' uno dei candidati, magari pro tempore, in caso di passaggio di testimone- chiosa che

"servira' un ricambio, ma il tema e' politico e non quello delle persone". Si vedra', per ora i moduli delle firme-quorum in federazione non li ha ritirati nessuno. (Dire)

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