Rimini, Cagnoni (Fiera): "Il Palas è costruito a debito, lo sappiamo"

Rimini, Cagnoni (Fiera): "Il Palas è costruito a debito, lo sappiamo"

Rimini, Cagnoni (Fiera): "Il Palas è costruito a debito, lo sappiamo"

RIMINI - "Nessuno si deve meravigliare che non avevamo i soldi per fare il Palas, sappiamo benissimo che l'abbiamo fatto a debito. Ma cosi', pur non essendo un distretto industriale, possiamo competere con realta' come Milano e Verona. E comunque, su 101 milioni di spesa complessiva, il peso del pubblico si limita al 15%". Parole del presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni, che e' tornato in commissione comunale (la seconda volta in 5 giorni) per rendere conto dello stesso  problema: lo stato dei conti del nuovo palazzo dei congressi da inaugurare l'11 settembre.

 

Intanto, sull'iter di competenza dell'amministrazione comunale nessun rinvio: il terzo supplemento di accordo per finanziare il Palas (una manovra da 18 milioni di euro circa, con 9 milioni che Comune, Provincia e Camera di Commercio devono versare entro il mese) giovedì andra' in Consiglio. In questo modo il sindaco Alberto Ravaioli potra' firmare la lettera di patronage, il 22  giugno, per contribuire ad accendere il mutuo ventennale con Unicredit pari a 46,5 milioni di euro (garantito da pegno sul 52,556% delle azioni di Rimini Fiera ora in mano a Rimini Congressi srl).

 

Ai consiglieri comunali che lo hanno incalzato (alla fine hanno votato contro solo Psi e Pri, astenuto

il Pdl come annunciato) per almeno un'ora di seduta, Cagnoni, pure oggi al fianco di Ravaioli, ha risposto ripercorrendo tutti i nodi cui e' legato il destino della futura struttura congressuale. La partita immobiliare con la Fondazione Carim per la seconda fetta dei posti auto? "L'accordo prevede che daremo l'area di 21 mila metri quadrati alla Fondazione a condizione- ha scandito il patron dell'Expo- che la stessa provveda ai 500 parcheggi in piu'. Dipendesse da me, saprei cosa fare. E' chiaro che se l'auditorium non si fa, la Fiera si riprende i 21 mila metri quadrati sul destino dell'area si decidera'".

 

Su questo Ravaioli, da sempre contrario al progetto auditorium per favorire il ripristino del teatro Galli, non ha certo voluto infierire oggi: "Il tema e' sul tappeto, ci vedremo presto con la Provincia

e la Fondazione". E i 6,5 milioni di euro di "oneri" nella manovra da 18? "Non e' un aumento di costo, soltanto una copertura per eventuali rischi", ha ridimensionato Cagnoni. Le riserve rivendicate dai costruttori sono davvero salate? "In effetti- ha riconosciuto il presidente della Fiera- ammontano a diverse decine di milioni di euro. Alcune sono fuori controllo.. In generale, abbiamo stimato migliorie al progetto pari ad un piu' 13% e non oltre".

 

Il deprezzamento delle due aree da vendere in via Emilia e a Rimini nord? "Il sacrificio- ha ribadito il patron- sara' del 20%. Confermo che abbiamo ricevuto alcune offerte, anche se non numerose, e confido in una soluzione positiva". E l'ipotesi di costruire una nuova questura per recuperare circa 10 milioni di euro di mancati introiti c'e' o non c'e'? Cagnoni l'ha messa giu' cosi': "Ho due  terreni da vendere. Non mi faccio portavoce della seconda questura nella citta' di Rimini, non giudico le intenzioni di chi mi si presenta. Cosi' come non mi occupo di urbanistica".

 

Il sindaco non poteva non intervenire: "La nostra linea- ha detto Ravaioli- non cambia: l'edificio esistente e' gia' quello della questura, non c'e' nessuna intenzione di farne un'altra a Rimini nord".

Sul fronte mutui il dirigente comunale Federico Placucci ha spiegato che "l'unico debito certo del Comune oggi e' quello da 6 milioni di euro: 3 sono il saldo per la vendita delle quote della Fiera alla Regione, 2 milioni e 1 milione rispettivamente sono gia' nei bilanci 2011 e 2012". Ma quante opere pubbliche saltano a causa di queste ultime due uscite? "Come illustrera' una delibera a breve, abbiamo oltre 37 milioni di euro bloccati dal patto di stabilita'. Il problema non e' certo quello di questi 3 milioni", ha scrollato le spalle il sindaco salutando tutti. (Dire)

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