Rimini, calcio a rischio. Il sindaco: "Cocif, ripensaci"

Rimini, calcio a rischio. Il sindaco: "Cocif, ripensaci"

Rimini, calcio a rischio. Il sindaco: "Cocif, ripensaci"

RIMINI - La Cocif ha deciso di lasciare il calcio e di non iscrivere il Rimini al prossimo campionato, indipendentemente dalla serie che i biancorossi si troveranno ad affrontare. Una vera e propria bastonata per il calcio riminese, che ha fatto rammaricare anche il sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli: "Pur capendo le difficoltà dell'azienda e dovendo rilevare che da parte degli altri imprenditori poco è stato fatto, riteniamo che non sia il momento di mollare".

 

"Ad ogni modo - ha detto Ravaioli - chiediamo dunque alla Cocif di ripensare la decisione annunciata ieri. Decisione che purtroppo non ci sorprende, perché già in passato la possibilità che la Cocif potesse non iscrivere più la squadra al campionato era stata manifestata - se non minacciata - chiaramente (penso ad esempio alla lettera inviatami nel 2008 e al nostro ultimo recente incontro). Ciò che sorprende, invece, e che ci pare ingenerosa, è la critica alle istituzioni, e in particolar modo al Comune di Rimini, accusate di mancata collaborazione e di non avere dato nulla alla Cocif in questi anni".

 

"Una Pubblica amministrazione - continua Ravaioli - non dispone di risorse da poter impegnare in questo settore, ma il Comune di Rimini ha sempre svolto attivamente opera di intermediazione per favorire la partecipazione del maggior numero di sponsor. E l'ho fatto io, in prima persona, scrivendo ad esempio la scorsa estate a più di trenta realtà economiche per lanciare un appello a sostegno della Rimini Calcio. Lo rilancio ancora una volta anche ora, dicendo all'imprenditoria locale che lo sport riminese non può essere lasciato solo".

 

"Non è corretto, quindi - conclude Ravaioli - attribuire la responsabilità dei problemi all'Amministrazione, che è sempre stata vicina, anche economicamente per le sue possibilità (si veda l'adeguamento delle strutture ai requisiti di sicurezza), alla società. Né ci pare che le attuali difficoltà della Rimini Calcio siano legate alla disponibilità, o meno, di uno stadio diverso. Vorremmo ricordare, poi, che l'opportunità di partecipare a bandi per contributi al settore giovanile, o per usufruire di strutture per gli allenamenti, è stata data alla Rimini Calcio esattamente come a qualsiasi altra società sportiva. Spettava alla società cogliere o meno tale opportunità".

 

"Non risponde al vero l'insinuazione di disparità di trattamento riservata dalle istituzioni nei confronti del basket e del calcio riminese. L'amministrazione comunale si è sempre rapportata allo stesso modo con le due realtà, e non si può certamente affermare che per qualcuno vi siano stati canali preferenziali. Va riconosciuto, infine, che rispetto all'ammontare economico complessivo che occorre per mantenere settori così importanti come quelli del calcio nella nostra città, a livello sia professionale che dilettantistico, le somme che l'ente pubblico può avere messo a disposizione rappresentano una minima parte delle necessità reali. Ha ragione la Cocif quando ricorda che lo sforzo dell'azienda in questi anni è stato di grande importanza anche sul piano finanziario, forse superiore alle possibilità dell'azienda stessa, e nessuno, tantomeno l'Amministrazione, intende disconoscerlo. Per questo, pur con le precisazioni fatte, rivolgiamo un apprezzamento sincero per quanto fatto dalla Cocif, chiedendo ancora una volta ad essa, ma anche all'imprenditoria locale, di non lasciare scoperti settori sportivi così importanti della nostra città".

 

 

 

 

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