RIMINI - Caso Babbi, trovata bruciata la Mercedes

RIMINI - Caso Babbi, trovata bruciata la Mercedes

RIMINI – E’ stata trovata ridotta ad un ammasso di cenere e rottami nel parcheggio di via Crema a Riccione la Mercedes S 350 utilizzata dai rapinatori per la fuga dopo il sequestro lampo di venerdì scorso del commerciante 38enne di Mercato Saraceno, Andrea Babbi. Le fiamme sono state appiccate nella nottata tra lunedì e martedì per cancellare ogni minima traccia e sono state spente dai Vigili del Fuoco che si sono immediatamente precipitati sul posto. Il mistero si infittisce.


Un sequestro e una rapina da 150mila euro che continuano a lasciare molti dubbi. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per false dichiarazioni di Andrea Babbi, l’ostaggio rapito e rilasciato dopo 8 ore venerdì scorso a San Marino, anche il suo conto corrente, quello da cui avrebbe prelevato la consistente somma poi persa con l’imboscata dei malviventi, finisce sotto le lenti della magistratura. Sotto la lente degli inquirenti i flussi di denaro.


L’INCHIESTA - E’ fitto il mistero sul rapimento ‘lampo’ avvenuto venerdì dell’imprenditore Andrea Babbi, aggredito da due malviventi all’uscita di una banca a San Marino dopo aver prelevato un’ingente somma di denaro. L’uomo, infatti, da domenica è indagato per false dichiarazioni dal pm Paolo Gengarelli, che lo ha interrogato fino alle 2 di notte. A insospettire sono i bonifici milionari che arrivavano sul suo conto sammarinese dalla Svizzera e dall’Inghilterra.


Dunque i sospetti non sono legati tanto al fatto della rapina ai danni del 38enne di Mercato Saraceno, quanto piuttosto alla ricostruzione dei movimenti di denaro e al movente del rapimento fatta da Babbi agli inquirenti.


IL TESTIMONE - Gli uomini che indagano sul caso vogliono far luce anche sulla posizione e sul ruolo del 50enne agente immobiliare di Rovigo, un amico di Babbi che si trovava alla guida della Mercedes S350 che è stata rubata dai due rapitori al momento del sequestro dell’imprenditore. Fino ad oggi Babbi risultava disoccupato, ma nonostante ciò il suo nome compare come amministratore delegato di una società attiva nel mondo del commercio di elettrodomestici e dispositivi informatici. Peccato che il 38enne sia risultato totalmente privo delle conoscenze minime per svolgere questo ruolo.


LA PISTA - Dunque tra gli inquirenti cresce il sospetto che Babbi sia stato ‘usato’ dall’amico di Rovigo come prestanome per aprire un conto corrente alla Asset Banca di Dogana, a San Marino, sul quale far confluire soldi dalla Svizzera e dall’Inghilterra per conto del titolare di una società finanziaria di Lugano. In realtà il 50enne Duilio F. avrebbe aperto il conto corrente sul Titano grazie all’ausilio di un amico avvocato sammarinese; già perché lui, che risulta titolare di una società immobiliare di Bassano del Grappa, si trova sotto procedimento penale a San Marino per un assegno a vuoto e dunque non può aprire conti correnti a titolo personale. Secondo ambienti investigativi, dunque, dietro questa intricatissima vicenda si addensano le nubi del riciclaggio di denaro. Non si esclude, inoltre, che Babbi abbia percepito un compenso di 2.500 euro per essersi intestato il conto corrente a San Marino e altri 10mila per compiere quel prelievo di 150mila euro che venerdì è andato in fumo dopo il rapimento.

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