Rimini: Cgil: '''Pubblici' disponibili a convergere su Urbinati''

Rimini: Cgil: '''Pubblici' disponibili a convergere su Urbinati''

RIMINI - "I congressi di base e di categoria consegnano alla confederazione un dibattito e un risultato chiaro, netto, inequivocabile, che indica la direzione nella quale una Cgil forte vuole e deve andare". Queste le parole con cui il segretario della Camera del Lavoro di Rimini, Graziano Urbinati, si è rivolto martedì alla platea di via dei Caduti di Marzabotto nel primo giorno del 16esimo congresso della Cgil territoriale.

 

I dati delle 550 assemblee che chiudono la prima fase pre-congressuale (si e' espresso il 13% dei 44 mila iscritti complessivi: 7.716 partecipanti, 6.119 votanti) sono sotto gli occhi: la mozione 'I diritti e il lavoro oltre la crisi', primo firmatario Guglielmo Epifani, raggiunge l'83,56% dei voti, 'La Cgil che vogliamo' di Domenico Moccia non va oltre il 16,44% (in regione raggiunge invece il 17,07%). Per Urbinati, che non ha alle spalle nemmeno un mandato (le dimissioni del suo predecessore, l'attuale assessore provinciale Meris Soldati, sono datate 6 luglio 2009), la strada verso la riconferma al vertice per altri quattro anni, nonostante qualche recente tensione sottotraccia all'interno della sua maggioranza, e' tutta in discesa.

 

Per l'unica categoria schierata preminentemente (il 70,20% dei voti) con il documento due, la Funzione Pubblica, interviene a margine dei lavori mattutini il segretario Massimo Fusini (riconfermato lunedì): "Il problema sollevato a livello nazionale da Moccia riguarda altre realta'. Siamo disponibili ad una chiusura unitaria del congresso".

 

Il sipario calera' mercoledì sera, con l'elezione dell'organo direttivo (l'ultimo contava oltre 50 iscritti) che a sua volta eleggera' il nuovo segretario. Il vento Epifani, comunque, si e' gia' fatto sentire a Rimini dopo che il segretario generale della Fiom, Massimiliano Gabrielli della mozione due, ha lasciato l'incarico a Europeo Gabrielli (pro documento uno). Il primo, che tra i suoi vanta un consenso del 16% circa, si mantiene su posizioni di distinguo: "La confederazione riminese ha marcato a uomo la Fiom. La relazione di Urbinati la trovo 'normale', e finora la discussione non ha affrontato i temi congressuali. Spero in un ripensamento in seno al documento uno per chiudere in modo unitario, altrimenti ci asteniamo".

 

L'ex segretario Fiom ricorda a Urbinati che le irregolarita' denunciate da Moccia "in qualche caso, come in Puglia, ci sono state". Con buona pace del segretario confederale che, esordendo in platea, sul tema aveva smentito parlando di "grande prova di democrazia" rispetto a questa fase. Nella sua relazione Urbinati i suoi messaggi li ha mandati ("autonomia per le categorie non significa che ognuno fa quello che gli pare, significa responsabilita'"), scandendo: "A questo gruppo dirigente viene consegnato il compito di dimostrare capacita', progettualita' e unita': da parte mia faro' certamente in modo che cio' si realizzi".

 

Battute finali sulla vertenza Scm che ha spaccato in due il fronte sindacale riminese: "I mandati dei lavoratori e il loro voto sugli accordi dirimono ogni diversita'", ha evidenziato Urbinati. Salito sul palco dopo di lui, sul tema e' tornato anche il presidente della Provincia Stefano Vitali: "So che questo non raccoglie applausi, ma le divisioni rischiano di essere un danno per coloro che ci prefiggiamo di tutelare. Evitiamo che lo squalo di turno mangi il pesce piu' piccolo", ha chiuso Vitali riscuotendo apprezzamenti.

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