Rimini come “la città dei bambini”

Rimini come “la città dei bambini”

Una città a misura di bambino: non è un sogno e nemmeno, parafrasando Peter Pan, la-città-che-non-c'è. Anzi, potrebbe benissimo essere Rimini. E' "La città dei bambini" (https://www.lacittadeibambini.org), un progetto internazionale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell'Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione che il Forum Scuola del Partito democratico avanza anche per Rimini, venerdì 18 febbraio, alle 21 alla Sala degli Archi, in piazza Cavour. Non è nemmeno un progetto astratto, solo sulla carta.

 

Al contrario, è attuabile ed attuato: a Pesaro questa realtà è viva e attiva e, ad esempio, l'80% dei bambini delle elementari vanno a scuola da soli. Quando tutto cominciò, nel 2000, erano solo il 6%. E a vegliarli, intervenendo in caso di bisogno lungo il tragitto, sono le persone comuni, come i negozianti o i nonni. E da Roma a Buenos Aires, stesso copione, con i bambini che imparano come l'autonomia coincida con la fiducia in loro dei genitori.

 

Venerdì a presentare i punti di forza del progetto ai riminesi sarà Francesco Tonucci, pedagogo, responsabile del reparto di Psicopedagogia e del progetto Cnr La città dei bambini, introdotto dalla deputata - ed ex assessore alla Scuola di Rimini - Elisa Marchioni; presiederà Enrica Morolli e interverrà anche il candidato sindaco Pd Andrea Gnassi. «E' cambiata la realtà intorno a noi, ed è diminuito enormemente lo spazio di autonomia che riconosciamo ai bambini - dice Elisa Marchioni - Il messaggio dei genitori vorrebbe essere 'mi curo di te, ti proteggo', ma in realtà ciò che viene percepito dal bambino è non ci si può fidare, che 'là fuori' c'è qualcosa di brutto che ci aspetta, da cui difenderci".

 

Il paradosso è che proprio i genitori che hanno vissuto l'autonomia ora sono diventati iper protettivi. E la città non viene vissuta. «Nella mia generazione si andava a scuola da soli, così come da soli giocavamo il pomeriggio al parco e in strada: ora quanti genitori si fiderebbero? - dice Elisa Marchioni - Pensiamo che le città siano diventate pericolose e quindi non possiamo più comportarci come si faceva un tempo; invece è proprio il contrario: le città sono diventate più pericolose proprio perché noi abbiamo smesso di abitarle. Di stendere reti di relazioni con le persone intorno. E sta a noi adulti scegliere: tornare ad essere protagonisti della città, appropriarcene, sentirle e viverle fino in fondo. Oppure, rassegnarci a vivere in difesa. Nelle nostre realtà si fa molto perché questo non accada, ma il fenomeno è molto ampio, e sono convinta che Tonucci ci possa dare buone idee». Non a caso il Forum Scuola propone il progetto alla città, come contributo per il programma della prossima legislatura riminese.

 

"Una città a misura di bambino è il luogo dove ciascuno possa vivere una autonomia adeguata all'età, che consenta anche ai più piccoli di essere cittadini a pieno titolo. - spiega Elisa Marchioni - Nel progetto ci sono i percorsi per andare a scuola da soli, i consigli comunali che suggeriscono strategie al Sindaco, le piazze per giocare e non solo per parcheggiare, ma soprattutto è un modo nuovo per intendere il modo di vivere e muoversi in città. Non è un progetto tecnico per famiglie e scuole, ma un progetto politico di come intendiamo la convivenza civile, quel tessuto di rapporti, fiducia, buon vicinato, che se non vediamo più, che va ricostruito e non solo rimpianto. Se i bambini vivono bene in una città, è il segnale che la città è per tutti, a partire dai più deboli; che è un luogo di relazioni e non è solo il circuito anonimo in cui transitano i veicoli da casa al lavoro e viceversa».

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