Rimini, conferenza sulla "Legalità sociale"

Rimini, conferenza sulla "Legalità sociale"

RIMINI - È stata presentata la conferenza dedicata alla "Legalità sociale", nella quale ci si confronterà tra Amministrazioni pubbliche, Università e "Terzo settore", su come convertire beni e mezzi illegali in opportunità di sviluppo civico ed educativo tramite il loro riutilizzo a fini socialmente utili". L'iniziativa è nata con lo scopo di agire sul doppio binario della lotta alla criminalità organizzata da un lato, e dello sviluppo dei servizi sociali attraverso l'utilizzo dei beni confiscati alla malavita dall'altro. La conferenza di quest'oggi servirà per confrontarsi sui possibili strumenti con i quali poter convertire i beni illegali confiscati alla malavita in risorse sociali, attraverso il coinvolgimento del terzo settore e del mondo della cooperazione sociale, in sinergia con le Istituzioni Pubbliche ed in un ottica di sussidiarietà.

 

Secondo l'ANBSC, (l'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata), al 1 novembre 2010, in Emilia Romagna, sono stati confiscati 55 beni immobili e 24 aziende; il territorio della provincia di Rimini, invece, ha visto il sequestro di 2 beni immobili e di 3 aziende. I lavori della conferenza sulla "Legalità sociale" si svolgeranno in due fasi complementari: nella sessione mattutina si terrà una tavola rotonda con gli Amministratori locali, con la partecipazione del Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali, mentre nella sessione pomeridiana vi sarà un dibattito sulla riconversione dei beni illegali in progetti di utilità sociale con la presenza, tra gli altri, dell'Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni e del Prof. Andrea Canevaro, docente di Pedagogia speciale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna.

 

Nel suo intervento il Presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali ha dichiarato che «le istituzioni nel loro insieme hanno il dovere di adoperarsi con ogni mezzo in favore della lotta alla criminalità organizzata e mafiosa, combattendo le sue potenziali infiltrazioni all'interno del tessuto socio-economico locale e, a livello istituzionale, esprimendo un modello etico esemplare nei confronti della cittadinanza. Parte infatti dall'esempio concreto e quotidiano di ognuno di noi il pieno rispetto rispetto della legalità. Nel campo del contrasto alle criminalità è molto importante il ruolo delle Istituzioni, per questo lo scorso venerdì 15 gennaio ho sottoscritto a nome dell'Amministrazione provinciale la campagna "Corrotti" presso il banchetto organizzato dal Comitato Antimafia Riminese; mentre nei mesi scorsi l'intera Giunta provinciale di Rimini aveva sostenuto l'appello di don Luigi Ciotti e dell'Associazione "Libera" contro la vendita dei beni immobili confiscati. Il prossimo passo concreto a cui stiamo lavorando è l'apertura di un tavolo territoriale di contrasto alla criminalità e alla mafia in grado di offrire strumenti in grado di contrastare fenomeni di infiltrazione della malavita nell'economia e nella società della nostra provincia.

 

Per Andrea Canevaro, docente dell'Università di Bologna e curatore della conferenza "è importante che il contrasto alle mafie affianchi alle azioni giudiziarie e di polizia anche quello educativo e sociale. L'opportunità di un riutilizzo a fini educativi e di promozione sociale date dal sequestro dei beni della malavita ci permette di riflettere anche del fondamentale ruolo che sempre più sta assumendo il terzo settore. Passa attraverso la collaborazione tra Pubblico e Terzo settore la possibilità di dare senso compiuto allo spirito della legge, ponendo le basi per trasformando questi beni in segni tangibili di legalità e giustizia".

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