Rimini, crisi: incontro tra Cna e sindacati

Rimini, crisi: incontro tra Cna e sindacati

RIMINI - Nel pomeriggio di lunedì 18 ottobre, il direttore Provinciale CNA Salvatore Bugli e il Responsabile Sindacale CNA Rimini Gabriele Stacchini hanno incontrato i Segretari Provinciali della CGIL Graziano Urbinati, della CISL Massimo Fossati, e della UIL Giuseppina Morelli, come era stato da questi ultimi richiesto.

 

CNA ha manifestato la sua preoccupazione per lo stato di crisi in cui versano settori importanti in cui operano le piccole e medie imprese, l'artigianato e il commercio del Riminese. In particolare, le difficoltà vengono segnalate dai produttori metalmeccanici per conto terzi, dalle imprese dell'abbigliamento, delle costruzioni, dei trasporti e in una certa misura anche da chi fornisce servizi alle persone.

 

Solo per quanto riguarda le imprese che fanno parte del sistema CNA, un centinaio di esse è già ricorso alla cassa integrazione in deroga, mentre i dipendenti che rischiano il posto di lavoro sono oltre 500.

 

Di fronte a questa grave situazione, CNA ed i Sindacati Confederali hanno convenuto sulle priorità da sottoporre ai pubblici amministratori ed ai parlamentari eletti nel territorio. "Innanzi tutto va tutelato il capitale umano, perché il patrimonio delle competenze individuali è il più prezioso per le imprese medio-piccole, per l'artigiano e il commerciante. Sono le risorse umane a fare la differenza, in realtà economiche dove il lavoro dell'imprenditore e quello del dipendente si svolgono fianco a fianco quando addirittura non coincidono, condividendo le soddisfazioni come i problemi. "

 

Da questa comune consapevolezza nasce la richiesta di fare assolutamente tutto il possibile per difendere l'occupazione, quella del dipendente come quella del suo datore di lavoro, utilizzando tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione, rifinanziandoli come si sta rivelando necessario ed estendendoli a tutte le piccole e medie imprese  che finora ne sono rimaste escluse.

 

Inoltre, l'accesso al credito per le piccole e medie imprese resta troppo arduo. Anche su questo tema, CNA, CGIL, CISL e UIL concordano nel chiedere un forte rafforzamento degli impegni delle pubbliche amministrazioni a sostegno delle cooperative di garanzia al credito.

 

Va inoltre sostenuto il reddito dei lavoratori, con detrazioni e alleggerimento della tassazione sulle buste paga, così come le aziende necessitano di imposizioni fiscali e gravami sociali meno onerosi.

 

Le Pubbliche Amministrazioni, anche in deroga al patto di stabilità, devono rimettere in circolo le somme che le imprese vantano come crediti, ma che non riescono a riscuotere: spesso da tempi oggettivamente insostenibili per chiunque, tanto più se la dimensione dell'azienda è ridotta.

Inoltre il settore pubblico deve riattivare le commesse per i piccoli cantieri e per quelle opere e servizi che le piccole imprese locali sono perfettamente idonee a fornire.

 

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