Rimini: dal 21 aprile il meeting internazionale sulla salute mentale

Rimini: dal 21 aprile il meeting internazionale sulla salute mentale

Rimini: dal 21 aprile il meeting internazionale sulla salute mentale

Povertà, guerra, epidemie, conflitti etnici, carestie, disinteresse da parte di governi e istituzioni nazionali, scarse risorse umane e finanziarie: sono queste le cause della maggiore diffusione e della gravità delle malattie psichiche nei paesi a basso reddito. Oggi in tutto il mondo oltre 450 milioni di persone sono afflitte da una malattia mentale. Un quadro preoccupante, del quale si parlerà al meeting internazionale di Rimini sulla salute mentale, dal 21 al 24 aprile.

 

Tra queste, 54 milioni di persone soffrono di depressione e 25 milioni di schizofrenia, 91 milioni fanno abuso di alcool e altri 15 milioni di droghe, mentre 50 milioni soffrono di epilessia, 24 milioni di Alzheimer e altre forme di demenza. Circa 877 mila sono ogni anno i suicidi, vite che si potrebbero salvare se non fosse che solamente il 9% circa di tutte le persone che soffrono di disturbi mentali viene curata e sufficientemente assistita; il restante 90% è diviso tra chi riceve cure inadeguate e chi non ne riceve affatto e, chiuso tra le mura di casa o di un manicomio, è sottoposto a trattamenti disumani e a torture: la maggior parte vive nei paesi a basso reddito, dove i servizi sanitari sono drammaticamente precari e alla salute mentale viene destinato meno dell'1% del budget sanitario.

 

Per diffondere in tutti i continenti sistemi di cura giusti ed efficienti, per combattere stigma e pregiudizi sulla disabilità, per dare dignità e diritti ai malati psichici fermando gli abusi e le violenze, da martedì 21 a venerdì 24 aprile 2009 Rimini ospita i delegati di 12 paesi in via di sviluppo, gli esperti di agenzie sanitarie nazionali e internazionali e i rappresentanti di organizzazioni non governative per la seconda edizione del meeting "Rafforzare i sistemi di salute mentale nei paesi a basso e medio reddito".

 

Organizzato dall'associazione riminese Cittadinanza in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, il meeting porterà a Rimini i rappresentanti politici e sanitari di Afghanistan, Etiopia, Filippine, Georgia, Giordania, della regione indiana di Assam e poi di Iraq, Kirghizistan, Somalia, Tanzania, Uzbekistan e Vietnam.

 

Sono in gran parte paesi segnati da guerre e da povertà, in cui la malattia mentale non è mai stata tra le priorità sanitarie. Così in Afghanistan, dove secondo una recente ricerca nazionale il 16% della popolazione adulta soffre di disturbi mentali, ci sono solo 2 psichiatri in tutto il territorio. E se in Vietnam le stime indicano in 10 milioni i cittadini con malattie psichiche, in molti degli altri stati non esistono dati nazionali sulla salute mentale: non si sa chi è malato e di quale patologia soffre, dove e in quali condizioni vive, come poterlo aiutare. La partecipazione di questi paesi al meeting è però il segnale di una precisa volontà politica, quella di prendersi carico dei bisogni di cura e di assistenza dei malati attraverso il miglioramento dei sistemi nazionali di salute mentale.

 

"In tutto il mondo, ma soprattutto nei paesi a basso reddito, la salute mentale occupa una posizione molto, molto bassa nell'agenda politica - dice Maurizio Focchi, presidente dell'associazione Cittadinanza -. L'obiettivo del meeting, sin dalla sua prima edizione, è quello di favorire il dialogo tra i paesi dove c'è ancora molto da fare e le agenzie e le associazioni internazionali che possono aiutare a farlo. A Rimini, sotto l'egida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, i paesi avranno modo di incontrarsi, scambiarsi esperienze, confrontarsi con i massimi esperti di salute mentale. Sarà l'occasione - aggiunge Focchi - per diffondere buone pratiche e creare nuove collaborazioni, mettendo in rete i bisogni e le competenze dei paesi partecipanti con l'esperienza dei principali attori della cooperazione internazionale".

 

Durante le quattro giornate di lavoro - che si svolgeranno presso l'Hotel Holiday Inn di Rimini (viale Vespucci 16) -, le autorità dei dodici paesi avranno modo di presentare i progetti da loro elaborati per migliorare i rispettivi sistemi di salute mentale. I progetti sono stati preparati sulla base dei risultati emersi dal WHO-AIMS (World Health Organization - Assessment Instrument for Mental Health Systems), uno strumento promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che consente ai paesi che lo adottano di condurre autonomamente il processo di valutazione e monitoraggio del proprio sistema sanitario, in modo da coglierne i punti di forza e di debolezza e quindi elaborare interventi e progetti di sviluppo che rispondono ai bisogni concreti dei malati.

 

Con l'obiettivo di contribuire alla loro realizzazione, i progetti saranno discussi da esperti di salute mentale come lo psichiatra Benedetto Saraceno (direttore dei dipartimenti di salute mentale e di malattie croniche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), da donatori internazionali e dai rappresentanti di agenzie sanitarie e organizzazioni non governative. Tra queste la GRT di Milano e l'olandese HealthNet TPO, già presenti alla prima edizione del meeting, a cui si sono aggiunti Medici senza Frontiere, il Comitato internazionale della Croce Rossa e l'ong Handicap International. L'obiettivo è che si creino così nuove collaborazioni, che andrebbero ad aggiungersi a quelle avviate nel 2008: oggi, per esempio, l'associazione AIFO sta collaborando con le autorità della Mongolia per la tutela dei diritti dei malati psichici, l'ong Medici con l'Africa CUAMM sta lavorando in Uganda a un progetto di sensibilizzazione e formazione sulle disabilità psichiche destinato ai dirigenti sanitari, mentre le Regioni Puglia e Lazio tramite l'associazione Cittadinanza stanno per stringere alleanze con l'Albania e l'Egitto per interventi mirati sulla salute mentale.

 

"Questa seconda edizione del meeting si troverà ad affrontare nuove sfide e fornirà nuovi spunti di riflessione - dice la psichiatra Lucia Gonzo, direttrice scientifica dell'associazione Cittadinanza -. Alcuni dei paesi partecipanti vivono infatti una situazione di conflitto cronico o di grave instabilità politica. Abbiamo voluto allargare lo spazio di confronto e di discussione su tematiche urgenti quali la salute mentale di bambini e adolescenti, e di grande attualità come gli interventi sanitari internazionali nelle emergenze acute e croniche e il loro rapporto sui sistemi nazionali di salute mentale, o come ancora le diversità e le concordanze di intervento tra Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzie governative e ong. Cittadinanza onlus - conclude Lucia Gonzo - crede nella specificità del ruolo di tutti gli attori della cooperazione, e per questo dà loro voce, ma continua a difendere la necessità di coordinare ogni azione a partire dalla volontà dei singoli paesi".

 

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