Rimini, Donatella Turci eletta presidente del Consiglio comunale

Rimini, Donatella Turci eletta presidente del Consiglio comunale

Rimini, Donatella Turci eletta presidente del Consiglio comunale

RIMINI - Donatella Turci è il nuovo Presidente del Consiglio comunale del Comune di Rimini. Con 24 voti favorevoli, la Turci è stata eletta alla prima votazione a scrutinio segreto, così come al primo turno di votazione il consigliere Oronzo Zilli (22 i voti ricevuti) è stato eletto Vice Presidente del Consiglio. La prima seduta del consiglio comunale si è aperta, presieduta da Emma Petitti, in qualità di ‘consigliere anziano', sulle note dell'Inno di Mameli.

 

Quindi è proseguito con la convalida del Sindaco e dei Consiglieri Comunali proclamati eletti; il giuramento del Sindaco e le comunicazioni sulla composizione, denominazione e presidenza dei Gruppi Consiliari. I gruppi consiliari costituiti in Consiglio comunale sono: Partito Democratico (capogruppo Marco Agosta); Rimini per Rimini (capogruppo Astolfi Alberto); Italia dei Valori (capogruppo Murano Brunori Stefano); Federazione della Sinistra (capogruppo Galvani Savio); Partito della Libertà (capogruppo Moretti Giuliana); Lega Nord ( capogruppo Casadei Marco); Movimento 5 Stelle (capogruppo Camporesi Luigi); Sinistra ecologia libertà con Vendola - Fare Comune (capogruppo Pazzaglia Fabio).

 

"Con questa seduta del Consiglio Comunale - ha detto il neosindaco di Rimini Andrea Gnassi, presentando al Consiglio la sua nuova Giunta - si apre nei fatti la nuova legislatura. Una legislatura che parte sulle ali di quella speranza di cambiamento che è stata sottolineata dalla partecipazione dei cittadini alla campagna elettorale prima, alle elezioni amministrative poi, alle elezioni referendarie in ultima istanza".

 

"Questo è il dato politico più importante che tutti dovremmo tener presente ed interpretare nella nostra azione politico amministrativa - ha proseguito Gnassi-: il rinnovamento, il desiderio di aprire una nuova fase di sviluppo incardinata sulla partecipazione, su un nuovo linguaggio ad unire istanze civiche e rappresentanza. Un politico certificato anche dalla stessa composizione di questo Consiglio con molti consiglieri nuovi, oltre ad altri con esperienza, con gruppi politici nuovi".

 

Per il neo sindaco si tratta della "perfetta fotografia di un periodo storico inedito, difficilmente incasellabile secondo i canoni della tradizione politico-amministrativa. Per questo non saremo capiti se, conclusa la fase straordinaria della campagna elettorale, tornassimo alle pratiche consuete senza leggere ciò che è successo. Qualcosa è successo, molto è accaduto. Ci avventuriamo in un luogo non più sovrapponibile al precedente, dunque con spirito pionieristico".

 

Libertà, rinnovamento, approccio innovativo nei rapporti tra Comune e cittadini, la tecnologia ad accorciare la filiera della comunicazione: diventa strategico in tale contesto che questo Consiglio sia la sede del confronto nel merito delle questioni e dei problemi della nostra città e sia in grado di individuare le soluzioni migliori per i Riminesi e soprattutto praticarle - ha continuato il sindaco -. Perderemmo un'occasione importante se ci attardassimo solo a rappresentare per 5 anni gli equilibri politici che sono stati fissati dalle elezioni''.

 

Gnassi fa sue le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Non dobbiamo avere paura di unirci su obiettivi comuni".  E ha aggiunto: "Non restiamo più indietro della Città che vogliamo rappresentare.Ritengo che nessuno sia depositario della verità assoluta. Con un confronto leale, trasparente, di merito si possono trovare soluzioni ai bisogni di una società complessa, veloce, che cambia. Pur nella differenza di visioni, pur nell'eterogeneità delle proposte, quello che in questo luogo non deve mai mancare è la dialettica".

 

"Quindi ad ogni proposta dovrà seguire il confronto, consapevoli però che l'obbiettivo del confronto è quello alla fine di fare la scelta - ha evidenziato il primo cittadino -. Questo è quello che ci impone la responsabilità di governo. Vedete l'esperienza delle porte aperte il giorno delle elezioni sta ancora generando messaggi e gesti di ringraziamento. Mi ha colpito come un gesto così semplice abbia prodotto tanta speranza di apertura e convinzione di cambiamento".

 

Per Gnassi "la sconfitta più grande sarebbe pertanto che dopo 2/3 anni tornare ai "vizi" di sempre anche in una sala come questa, fisicamente vicina ai cittadini e alla quale la città guarda con speranza e aspettativa. Dipenderà anche da come lavoriamo qui dentro, in Consiglio Comunale, se, l'ambizione che il Palazzo si trasformi in Casa comune avrà gambe e da Ambizione diventi risultato".

 

"Dipenderà dalla disponibilità reciproca, dagli atteggiamenti, dalle parole persino dai toni che useremo - ha proseguito -. L'ho detto in campagna elettorale, l'ho esemplificato e lo voglio portare alla vostra attenzione.Penso ad un Palazzo che anche fisicamente si trasforma in luogo di tutti, che da servizi.Un Palazzo che si sintonizza con la città anche grazie a scelte simboliche e inconsuete quale quella di trasformare questa sala e l'intero corpo dei palazzi comunali situati nel quadrato storico in spazi a disposizione dei Riminesi: a partire, perché no, da quelli più piccoli. Insomma un luogo che è un magnete che attiri famiglie e riminesi per vivere la propria "casa", per far sì che chi arriva in centro trovi spazi e funzioni.

 

Nel costruire la giunta, Gnassi ha evidenziato di aver fatto riferimento a quattro asset: rinnovamento, partecipazione, competenza e relazioni."L'esito del lavoro mi permette di presentare una squadra di cui sono molto soddisfatto - ha sottolineato il sindaco -. Grande sarà l'impegno che ci troviamo di fronte, perché ciò che più di altro ci è stato richiesto con forza durante la campagna elettorale è di far riprendere alla città di Rimini il suo ruolo, la sua centralità di città leader e punto di riferimento in ambito nazionale e locale, di giocare le sue straordinarie eccellenze per riprendere un ruolo all'altezza del proprio rango".

 

Gnassi ha ringraziato, "oltre chi con entusiasmo ha deciso mettersi in gioco in questa avventura, anche i partiti politici, che non sono stati fuori dalla porta (come è capitato di leggere) ma invece hanno saputo leggere cosa ci è stato richiesto dalla società, per giungere a un risultato fuori dagli schemi, dai riti, e anche dai pastrocchi a cui ci aveva abituato la vecchia politica. Un grazie poi ai tanti talenti riminesi che ho avuto occasione di sentire in questi primi venti giorni di mandato. Tanti talenti in cui ho trovato persone disposte a dare piuttosto che a chiedere, con cui è solo iniziato un lungo cammino comune".

 

Quindi ha illustrato alcune caratteristiche salienti della giunta, "dall'età media di 40,3 anni; attenta alla parità di genere, quattro le donne su 8; fresca ed entusiasta, cinque sono le matricole e dei tre che hanno già esperienze di governo due sono assessori da meno di due anni. Sette assessori sono laureati e tutti parlano almeno tre lingue, che è un dato non di colore ma in sintonia con una società aperta, multirazziale e multietnica come quella di oggi. Tutti hanno forti competenze nei rapporti con la società civile, col mondo dell'associazionismo."

 

A seguito il Sindaco Gnassi ha elencato i nominativi e le rispettive deleghe dei nuovi assessori comunali componenti la Giunta comunale di Rimini:  Il Consiglio si è quindi chiuso con l'elezione della commissione elettorale comunale, in cui sono risultati eletti i consiglieri Savio Galvani, Oronzoi Zilli, Vincenzo Gallo.

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