Rimini: due film in cineteca per non dimenticare

Rimini: due film in cineteca per non dimenticare

Duccio Galimberti: il tempo dei testimoni e Sopra le nuvole saranno presentati nella Cineteca di Rimini rispettivamente il 22 e il 29 aprile alle ore 21 (ingresso libero), con l'intervento dei registi e la collaborazione dell'ANPI di Rimini, in occasione del 65° anniversario della Liberazione d'Italia.

Due film sul fascismo, la Resistenza, le violenze compiute dai nazisti e dai fascisti repubblichini nel '44. Un periodo storico che è stato affrontato dal cinema italiano a partire dalla fine della seconda guerra mondiale con autentici capolavori e che continua a produrre film di grande qualità, come, appunto, Duccio Galimberti e Sopra le nuvole.

 

Si tratta di un documentario (o più precisamente di un film di montaggio) e di un film narrativo.

Duccio Galimberti, film di montaggio del riminese Teo De Luigi, ripercorre la vicenda del comandante partigiano del titolo che fu barbaramente assassinato da un gruppo di fascisti nel '44. Sapientemente costruito, mescolando interviste ai protagonisti (tra i quali spicca tra i più noti Giorgio Bocca), materiali di repertorio (per esempio quelli girati all'epoca da don Pollarolo, sacerdote partigiano), brani tratti da opere di finzione, il film compie un'importante opera di informazione storica ma soprattutto racconta una storia che avvince. Non solo. Ha anche il merito di riportare all'attenzione del pubblico personaggi e episodi legati a un filone politico e culturale della Resistenza come quello di Giustizia e libertà, minoritario dal punto di vista quantitativo, ma certo non da quello del contributo ideale. La proiezione del 22 vedrà - come s'è detto - il ritorno nella sua città del regista Teo De Luigi.

Sopra le nuvole, che ricorda l'eccidio nazista del marzo del '44 di Monchio nel modenese e Cervarolo nel reggiano, è un film corale con attori non professionisti, abitanti del luogo e discendenti delle vittime. Diretto da Sabrina Guigli e Riccardo Stefani, anch'essi originari di quelle terre, mostra la vita quotidiana delle comunità contadine vittime dei nazisti con una particolare attenzione agli usi e alle tradizioni: notevole risalto riveste nei dialoghi il dialetto emiliano. L'equilibrio uomo natura,  reso in modo poetico dalla fotografia del paesaggio in cui i contadini sono immersi da secoli, viene a un certo punto infranto dai nazisti. Che uccidono senza pietà  uomini, donne e bambini. Girato poco tempo prima del più noto e celebrato L'uomo che verrà di Giorgio Diritti, già presentato dalla Cineteca, precorrendone alcuni modi narrativi, Sopra le nuvole riporta alla memoria episodi ingiustamente dimenticati. Un bel film, dunque, che racconta bene una "brutta" storia.

Per entrambi i film si può a buon diritto affermare: belle immagini al servizio di una giusta causa.

 

SCHEDE

DUCCIO GALIMBERTI: IL TEMPO DEI TESTIMONI

di Teo De Luigi - Italia 2006, 65'

Il documentario racconta la vita di Tancredi Duccio Galimberti, medaglia d'oro della Resistenza, inserendola nel contesto storico degli anni 1930-40. Resistenza, Fascismo e Nazismo attraversano l'esistenza di Duccio trasformandola profondamente: da avvocato a Comandante partigiano delle formazioni di Giustizia e Libertà. Viene assassinato da un manipolo di fascisti a Tetto Croce, sulla strada che da Cuneo porta a Centallo, il 3 dicembre 1944. Giorgio Bocca ripercorre le vicende e le tensioni ideali di Duccio Galimberti e ricorda i valori che hanno portato migliaia di giovani a lottare per la liberazione del Paese: una lotta nata a Cuneo fin dal 26 luglio 1943 con un discorso pubblico di Galimberti, che anticipava gli eventi dell'8 settembre. Una scelta decisa nel suo studio di avvocato, con l'apporto di compagni di grande valore intellettuale, fra i quali spiccano i nomi di Dante Livio Bianco e Nuto Revelli.

(www.cinemainpiemonte.it/enciclopedia/ )

 

Dichiarazione del regista Teo De Luigi

"Quella di Galimberti a me è subito apparsa una storia di valore eccezionale. Perché lui rappresenta una svolta radicale rispetto alla famiglia e alla società da cui proviene. Il problema era non farne un santino. L'eroe buono. Né, d'altra parte, entrare nelle controversie che potevano dividere l'universo partigiano. Perciò abbiamo scelto la strada di una fondamentale chiarezza: abbiamo tessuto il filo di un racconto che fosse la storia di un'esperienza individuale da cui, però, far venire fuori il senso di un'avventura collettiva. Abbiamo narrato Duccio Galimberti ma anche il suo contesto".

 

SOPRA LE NUVOLE

di Sabrina Guigli e Riccardo Stefani - Italia 2008, 86' 1943.

Adriano, dopo essere sfuggito ai bombardamenti di Genova, nei quali ha perso la vita la moglie, torna a vivere, insieme alla figlia ventenne, nel piccolo paese d'origine nell'Appennino emiliano. Lì incontra alcuni suoi famigliari lasciati tempo addietro e molti dei suoi amici. La guerra nella terra dell'uomo non è ancora arrivata con la sua crudeltà e si vivono momenti spensierati e di felicità. La gente si sposa, si ritrova nell'aia per il ballo dei gobbi o in un prato ad assistere al canto del Maggio. Ma nel marzo 1944 la tranquilla vita della gente di Cervarolo (RE) e di Monchio, Savoniero, Costrignano e Susano (MO) verrà sconvolta dalle truppe tedesche e da quella che sta diventando una sanguinosa guerra civile in tutta Italia.

 Dichiarazione dei registi Sabrina Guigli e Riccardo Stefani

"Il film, autoprodotto, è girato in Emilia Romagna e recitato nel dialetto della gente del luogo e dai famigliari delle vittime. Racconta gli eccidi di Monchio (MO) e Cervarolo (RE) del marzo 1944, in uno scenario di tradizioni e usanze della vita montanara dell'epoca.

Sopra le nuvole vuole rievocare i tragici avvenimenti del 1944, presentandoli in una cornice di storie vere, visti con gli occhi della gente che li ha dovuti subire. Il 18 marzo 1944 vennero barbaramente uccisi, a Monchio, Costrignano, Susano, Savoniero (Palagano-MO), 131 civili, tra cui donne e bambini. Due giorni dopo, per mano della stessa compagnia tedesca dell'Hermann Goering, subirono la stessa sorte, a Cervarolo (Villa Minozzo - RE), 24 uomini, compreso il parroco. Oggi siamo testimoni di altre guerre, altre stragi, altre sofferenze in un mondo che non sembra avere imparato dal passato."

 

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