Rimini: “E mér”: un mare di parole, storie, ricordi ed emozioni”

Rimini: “E mér”: un mare di parole, storie, ricordi ed emozioni”

RIMINI - Presentata la nuova pubblicazione sul dialetto usato dai pescatori del territorio dal titolo "E mèr": parole, luoghi e storie della marineria riminese". Padrino dell'iniziativa, promossa dall'Assessorato alla Cultura della Provincia di Rimini, Ferdinando Fabbri, presidente dell'ente riminese. Con lui a fare gli onori di casa, Alga Franciosi , assessore alla Cultura del comune di Bellaria Igea Marina; Sanzio Balducci, docente di Dialettologia italiana all'Università di Urbino e curatore del libro; Andrea Monaldi, ricercatore dell'Università di Urbino; Gianfranco Miro Gori, saggista e poeta dialettale; i pescatori e marinai del territorio che hanno partecipato alla ricerca e l'associazione culturale "L'Uva Grisa" con musiche tradizionali della Romagna.

 

"La cultura italiana deve molto al dialetto romagnolo - ha dichiarato Ferdinando Fabbri - . é parte della nostra vita in maniera profonda, quello che siamo oggi lo dobbiamo a questa magnifica lingua. Noi siamo figli del dialetto, figli di quella ricchezza che lo stesso dialetto porta con sè. Questi sono alcuni dei motivi che hanno spinto la Provincia a realizzare, in questi anni, questa operazione culturale che comprende spettacoli, pubblicazioni e laboratori in grado di valorizzare il dialetto e le sue peculiarità. Sono state stampate 1.500 copie del volume "E mér" e saranno distribuite nelle scuole del nostro territorio".

 

"Il dialetto è una lingua ma non è solo un modo di comunicare - spiega Alga Franciosi - è anche un modo di contenere la sua realtà. Non possiamo permettere di perdere tutta questa ricchezza e non per nostalgia ma per il valore e la forza in più che ha".

 

A raccontare aneddoti e storie, pubblicate nel volume, tra i 17 informatori tra i 56 e i 91 anni, che hanno reso possibile l'opera, alcuni testimoni della tradizione orale: Luciano Montemaggi e Nazareno Màcini di Riccione, Elio Neri e Maurizio Mangianti di Viserbella e Domenico Garattoni detto ‘Mengo' e Adriano Barberini di Bellaria Igea Marina. "Di mare si è sempre parlato poco - sottolinea il bellariese Barberini -. Con questo libro il lavoro dei pescatori e dei marinai viene valorizzato e testimoniato perché non tutti sanno che i pescatori lo sono diventati quando, una volta lasciata la campagna, hanno deciso d'integrare il reddito familiare con il lavoro del mare".

 

Tanti ricordi d'infanzia, racconti di mare, storie e metodi di pesca, descrizioni di paesaggi, esperienze di gioventù, avventure e disavventure marine, tradizioni locali, il tutto in gergo marinaro con un filo conduttore: la passione per il mare trasmessa attraverso il lavoro di pescatore o marinaio fatto di fatiche e risvegli all'alba ma carico di emozioni e soddisfazioni. A riportarli alla mente nella lingua più antica del territorio, e cioè il dialetto romagnolo, ben 17 pescatori residenti in tutta la provincia di Rimini e fuori provincia: dai bellariesi Adriano Barberini, Domenico Garattoni e Tiziano Lorenzini ai riminesi Nino Gori, Giovanni Vasi, Rinaldo Ghirardelli ed Elio Neri di Viserbella; dai riccionesi Alberto Capelli, Fulvio Bugli, Nazzareno Macini e Luciano Montemaggi ai cattolichini Colombo Gaudenzi, Elio Cecconi e Rino Lorenzi. E ancora, da Gino Magi (oggi scomparso) di Gabicce Mare a Gino Vasini ed Amerigo Pagliarani di Cesenatico.

 

Il progetto ha preso avvio tre anni fa attraverso un'indagine conoscitiva relativa alla variegata realtà dei mestieri tradizionali che insistevano sul territorio. L'attenzione è stata dunque rivolta a documentare il vocabolario professionale usato dai pescatori del territorio. Le località prese in esame sono state Cattolica, Riccione, Rimini e Bellaria Igea Marina e fuori provincia, Cesenatico e Gabicce Mare.

 

La ricerca affidata a Sanzio Balducci, docente di Sociolinguistica presso l'Università di Urbino, è iniziata nel 2006. Il lavoro si richiama alle tecniche della geografia linguistica, che hanno come obiettivo quello di osservare l'espansione dei fenomeni linguistici in un dato territorio, e di seguirne le dinamiche e le interferenze con aree più o meno collegate; per questo si è scelto di allargare la ricerca a due porti fuori provincia: il primo più a nord, Cesenatico, e il secondo più a sud, Gabicce.

 

 

La pubblicazione, che coniuga valore scientifico e carattere divulgativo, è diretta al mondo della scuola, agli amanti del dialetto, agli specialisti del settore ma anche a tutti quei cittadini interessati ad approfondire la conoscenza del patrimonio linguistico dialettale.

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