RIMINI - Economia, Confindustria: nel secondo semestre 2007 fatturato cresciuto del 7,6%

RIMINI - Economia, Confindustria: nel secondo semestre 2007 fatturato cresciuto del 7,6%

RIMINI - Nel secondo semestre del 2007 l’economia riminese tiene, ma le previsioni sono in chiaroscuro. L’indagine congiunturale realizzata dall’ufficio Economico di Confindustria Rimini mostra nel secondo semestre 2007 ancora segnali di tenuta mentre nelle previsioni dei primi mesi 2008 si registra un rallentamento della crescita, sebbene vi sia ancora un nutrito gruppo di imprenditori (oltre il 37%) che annuncia un aumento della produzione. Fatturato cresciuto del 7,6%.


Una congiuntura, che si manifesta in particolare nella contrazione della domanda interna, senz’altro dovuta anche alla non facile situazione economica internazionale caratterizzata da alcuni fattori critici tra cui il costo del petrolio, dell’energia e delle altre materie prime; l’andamento del tasso cambio euro/dollaro.


Secondo i dati dell’indagine le imprese medio grandi sembrano sopportare meglio questa difficile fase economica. Buone indicazioni per il settore moda (seppure con qualche preoccupazione per il dato relativo agli ordini) e agroalimentare. Il legno e il metalmeccanico rispecchiano una situazione di luci (per come si è concluso il 2007) e qualche ombra che emerge in questo inizio di 2008. Previsioni, invece, pessimistiche per grafici-editoria e per il settore interedile.


SITUAZIONE SECONDO SEMESTRE 2007

La rilevazione ha fatto emergere come il fatturato totale, rilevato a prezzi correnti, nel secondo semestre 2007 sia aumentato del 7,60% rispetto al secondo semestre 2006.

L’andamento positivo del fatturato complessivo del settore manifatturiero, è determinato soprattutto dalla crescita del fatturato estero (+8,90%), contro un più modesto + 4,80% del fatturato interno.

Con riferimento alla classe dimensionale delle imprese, contrariamente alle precedenti rilevazioni, sono quelle oltre 50 dipendenti ad evidenziare la crescita maggiore (+10,70% per aziende da 51 a 250 addetti e 7,20% per aziende oltre 250 addetti). Le aziende con meno di 50 addetti segnano comunque un aumento del fatturato totale del +5%.

Interessante l’incremento del fatturato estero (+13,20%) nelle aziende da 51 a 250 addetti.

Il grado di internazionalizzazione delle imprese, inteso come percentuale di fatturato estero sul totale, si attesta in media al 54,70% con una percentuale crescente all’aumento delle dimensioni dell’azienda: rispettivamente 17,60% fino a 50 addetti, 49,20% da 51 a 250 addetti e 61,60% oltre 250 addetti.


Gli andamenti riferiti alla produzione segnano un incremento nel secondo semestre 2007 del 6,60% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. Aumento generato in misura crescente all’aumento delle dimensioni delle aziende: + 4,50% fino a 50 dipendenti. + 6,20% da 51 a 250, + 7,00% oltre 250.


L’occupazione registra un incremento del 5,20%. Le piccole imprese sono quelle con l'aumento maggiore (6,50%).


Per quel che riguarda gli ordini, il 33,80% delle imprese ha segnato un aumento, mentre per il 15% sono in diminuzione. Percentuale simili, leggermente migliori, per gli ordini esteri in aumento per il 35,90% delle imprese e in diminuzione per il 12,80%.


Rispetto alle precedenti rilevazioni il dato delle Giacenze segnala un peggioramento. Aumentano, infatti, per il 28,30% del campione e sono stabili per il 60%.

Il costo delle materie prime è aumentato per il 74,60% delle imprese e solo il 3,2% delle aziende l'ha visto in diminuzione (nessuna azienda fra i 51 e i 250 addetti).

Per quel che riguarda la difficoltà nel reperimento del personale l'82,05% delle aziende la considera media/elevata.


Analizzando i singoli settori merceologici continua il buon andamento dell'abbigliamento (+13,4% produzione, +15,4% fatturato e + 6,5% occupazione). Conferme anche dall'agroalimentare che denota un aumento sia della produzione (+15,1%) che del fatturato (+9,5%) e dell'occupazione (+6,3%). Bene anche il settore legno, per produzione (+11%) e fatturato (+13,5%)

Il metalmeccanico ha un andamento più articolato: all'ottima performance delle imprese che producono macchine elettriche (+27,2% produzione e + 24,9% fatturato) si accompagna una crescita più modesta per chi costruisce macchine e apparecchiature meccaniche (+4,4% produzione e + 3,9% fatturato).

Il settore interedile mostra invece una certa difficoltà (-4,7% produzione e -7,1% occupazione, con fatturato in aumento del 3,8% originato dal fatturato estero (+13,4%) in quanto quello interno è ancora una volta negativo (-5,7%).

Tali dati trovano riscontro anche per quel che riguarda gli andamenti degli ordini con una particolarità per il settore legno che vede una diminuzione generalizzata degli ordini esteri.


Confronto con semestri precedenti

Analizzando i dati con quelli delle precedenti rilevazioni, si nota che l’aumento della produzione e del fatturato (in particolare di quello interno) è più limitato. Cresce invece il dato relativo all'occupazione.

Ancora più marcato il rallentamento della crescita negli ordini. Diminuiscono sensibilmente le aziende che li considerano in crescita, e aumentano quelle che li ritengono in diminuzione.


INVESTIMENTI: L'indagine rileva che nel 2007 la spesa per investimenti effettuata dal settore manifatturiero nel suo complesso è stata pari al 2,7% del fatturato. Rispetto al 2006 c’è stato un aumento del 19%.

Circa le classi dimensionali delle imprese che hanno fatto investimenti è da sottolineare che sia come percentuale sul fatturato (8,1%) che come incremento, rispetto al 2006 (17,2%), il dato maggiore si sia registrato nelle imprese con meno di 50 addetti. Dato in linea con le precedenti rilevazioni ed in parte da imputare al maggior peso percentuale che investimenti fissi hanno su un fatturato minore nelle imprese con meno addetti.

Circa la tipologia degli investimenti effettuati nel 2007 è da rilevare come solo il 12,3% degli imprenditori coinvolti ha dichiarato di non aver effettuato alcun investimento. Gli investimenti più ricorrenti sono quelli in ICT, formazione, linee di produzione e ricerca e sviluppo.


Numeri confortanti perché segnalano la volontà di innovazione e strategie di sviluppo a medio e lungo termine. Viene confermata anche la bassa percentuale di imprenditori che hanno ritenuto di effettuare investimenti diretti all'estero (solo il 2,5% in investimenti produttivi e il 18,5% in quelli commerciali), preferendo affrontare il processo di internazionalizzazione con altri strumenti.

PREVISIONI PRIMO SEMESTRE 2008


Le attese degli imprenditori, relative al primo semestre 2008, confermano il rallentamento della crescita già evidenziata da alcuni dati dell'ultimo semestre 2007.

L’andamento della produzione viene annunciata in crescita dal 37,3% delle imprese, il 49,3% prevede una situazione di stazionarietà e il 13,4% degli imprenditori prevede una diminuzione.

Tale dato è migliore al crescere delle dimensioni aziendali: nelle aziende con più di 250 dipendenti non è prevista alcuna diminuzione della produzione, ed è previsto un aumento nel 50% dei casi


Situazione simile anche per le previsioni sugli ordini, che confermano le considerazioni fatte per la produzione. Il 31,3% prevede una crescita, il 52,3% stazionarietà e il 16,4% una diminuzione.

Il dato migliore è per le aziende tra 51 e 250 addetti: nessuna prevede una diminuzione degli ordini esteri e solo il 6,20% una diminuzione di quelli totali.

In generale, le aziende che prevedono una crescita degli ordini esteri sono il 40,5%, mentre il 47,6% considera stazionari tali ordinativi e l’11,9% in diminuzione.


Dato abbastanza positivo per le giacenze: il 71,7% le prevede stazionarie.

Improntate alla stabilità le previsioni sull’occupazione per il 71,6% delle imprese. Il 4,5% si aspetta un calo (nessuna impresa oltre 50 addetti) e per circa il 24% ci sarà un aumento. Il dato che emerge dal ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende evidenzia che per il 79,49%, tale ricorso è da escludersi e il 10,26% lo considera poco probabile.


Settori: Anche nei dati previsionali viene confermata la buona impostazione della moda e dell’agroalimentare per produzione e ordini. Legno e metalmeccanico denotano un andamento contrastato: il settore legno, infatti, si divide al 50% fra chi prevede un aumento di produzione e ordini e chi invece ipotizza una diminuzione. Il metalmeccanico si segnala per una percentuale del 25 % (produzione macchine elettriche) e del 50% (fabbricazione apparecchiature meccaniche) di imprese che vedono gli ordini in aumento. Chi li considera stazionari sono rispettivamente il 75% e il 25%. Analoghe prospettive per la produzione (25% aumento e 75% stazionarie per produzione macchine elettriche e 40% aumento, 40% stazionarie e 20% diminuzione per aziende costruttrici apparecchiature meccaniche).

Spicca il dato negativo dei grafici e dell’editoria: produzione e ordini vengono visti in diminuzione dal 100% del campione. Il settore interedile conferma anche nelle previsioni il momento difficile. Sia la produzione che gli ordini sono previsti in calo nel 67% dei casi.


Confronto con semestri precedenti

Continua la diminuzione delle imprese che prevedono un aumento della produzione (dal 49,9% di un anno fa al 37,30% attuale). Stesso andamento, ancor più amplificato, per quel che riguarda gli ordini totali. Le imprese che li vedono in aumento sono 15 punti percentuali in meno rispetto all’indagine precedente e addirittura oltre 20 punti percentuali in meno rispetto ad un anno fa (dal 52,80% al 31,30%).

Previsioni poco ottimistiche più sfumate per gli ordini esteri, anche se a fronte del fatto che un anno fa nessuna azienda prevedeva diminuzioni di tali ordini, oggi l’11,90% le vede in calo.

Comunque i dati testimoniano una buona tenuta relativa delle esportazioni delle nostre aziende, ma un forte rallentamento dei consumi e degli investimenti interni.

In questo scenario il dato relativo a giacenze e occupazione è tutto sommato quello che ha subito il deterioramento minore. Le giacenze sono previste stabili per una percentuale comunque superiore al 70% anche se sono il 18,30% le aziende che le vedono in aumento (16,30% un anno fa e 14,60% nella precedente rilevazione).

Diminuiscono le imprese per le quali aumenta l'occupazione (di quasi 8 punti rispetto ad un anno fa), ma diminuiscono anche quelle per le quali è in diminuzione (rispetto all’ultima rilevazione), mentre è sostanzialmente invariata questa percentuale rispetto ad un anno fa.


INVESTIMENTI: Positivi i valori riferiti alle previsioni sugli investimenti. Se consideriamo l'intero settore manifatturiero solo l’11,1% di imprenditori non prevede di effettuarne nel 2008, dato ancor più confortante se si considera il particolare momento di difficoltà dell’economia internazionale. Le aree aziendali che dovrebbero essere maggiormente coinvolte in investimenti nel 2008 sono: ancora l'ICT, la formazione e la ricerca e sviluppo.

In particolare gli investimenti in ricerca e sviluppo saranno uguali o superiori rispetto al 2007 per l’87,3% delle imprese. Altro dato molto significativo quello legato alla formazione: il 93,6% del campione pensa di investire in misura uguale o superiore rispetto al 2007 ed in particolare quasi il 50% pensa di investire di più.

Tra i fattori critici e/o ostacoli alla realizzazione degli investimenti, si segnalano la difficoltà a reperire risorse umane (30,9%) e le difficoltà amministrative e burocratiche (25,9%).

Compare, con una percentuale significativa, un dato preoccupante tra gli ostacoli alla realizzazione degli investimenti: insufficiente livello di domanda attesa (22,2%).

Focus Risorse Umane e Formazione:

Andando ad analizzare nel dettaglio in quale area aziendale si concentreranno gli investimenti in formazione nel 2008, si nota che il marketing e commerciale inciderà per il 35,8%, seguito da amministrazione e finanza (29,6%) e produzione (28,4%).

Le figure maggiormente coinvolte dall’attività formativa saranno quelle tecniche: i quadri e gli impiegati tecnici rappresenteranno l’82,7% di tutte le figure professionali coinvolte.

Altro dato interessante riguarda l’esigenza formativa urgente da colmare nel breve periodo per le imprese. Il 31% segnala l’organizzazione aziendale, area che supera abbondantemente tutte le altre.

Le nuove assunzioni del 2008, interesseranno soprattutto l’area produzione (32,1%) e marketing/commerciale (24,7%).

D’altro canto, l’area della produzione sarà anche quella nella quale si riscontreranno più difficoltà a reperire risorse umane (34,6%).

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Infatti, nel dettaglio, le figure professionali più difficili da reperire saranno gli operai specializzati (39,5%) e gli impiegati tecnici (33,3%).

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