Rimini, estorcevano denaro a due ristoratori. In manette il terzo complice

Rimini, estorcevano denaro a due ristoratori. In manette il terzo complice

Rimini, estorcevano denaro a due ristoratori. In manette il terzo complice

RIMINI - I due complici erano già stati arrestati il 19 marzo scorso. Il terzo è finito in manette giovedì. I gestori di un ristorante di San Clemente, in grave crisi finanziaria e non potendo chiedere ulteriori prestiti ad istituti credito, nell'ottobre 2010, si erano rivolti a M.A.I.A.E.S. (queste le sue iniziali), nato a Sharkia (Egitto), nel 1973, e residente in Rimini, imbianchino, pregiudicato, il quale aveva prestato loro, ad interessi usurari, la somma contante di 6mila euro. Poi una seconda volta per 10mila euro.

 

I gestori non avevano restituito il denaro all'usuraio, per cui il 13 marzo scorso A.S.M.H.M e A.I.A.I, due imbianchini egiziani, si erano presentati presso il ristorante e, previa minaccia di pesanti ritorsioni, avevano preteso la consegna della somma contante di mille euro, quale parziale saldo dell'importo prestato. Le vittime avevano prelevato l'intero incasso della serata, consegnando 350 euro ai predetti, per evitare ulteriori conseguenze, denunciando poi l'accaduto alle forze dell'ordine.

 

Il 19 marzo scorso, a conclusione di un servizio di osservazione all'interno del ristorante dove i due imbianchini dovevano ritirare la rata da 1.000 euro, i Carabinieri erano intervenuti bloccandoli dopo il prelievo della busta contenente la somma pattuita.

 

Intorno alle 19 di giovedì, a Rimini, i militari dell'Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Riccione hanno arrestato il terzo complice, M.A.I.A.E.S , in ottemperanza ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 3 maggio, dall'Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale di Rimini su richiesta della locale Procura della Repubblica, che concordava con le risultanze investigative prospettate dai Carabinieri, perchè responsabile di usura ed estorsione, in concorso con gli altri due connazionali arrestati in flagranza di reato il 19 marzo. Ora è in carcere a Rimini a disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

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