Rimini, Fiera. Pini (Lega): "scambio di azioni senza logica apparente"

Rimini, Fiera. Pini (Lega): "scambio di azioni senza logica apparente"

Ora che la regione Emilia Romagna ha acquistato dalla Provincia e dal Comune di Rimini il  5,8% del capitale sociale della Fiera di Rimini s.p.a. per un controvalore di circa 9 milioni penso sia doverosa una considerazione: il t totale della somma è andato a diretto beneficio dei soci cessionari e non, come spesso accade in questo genere di operazioni, nelle casse sociali. Operazione veramente bizzarra dato che nulla apporta di fatto al rafforzamento dell'ente fiera.

 

Se a ciò si aggiunge che il valore complessivamente attribuito alla Fiera di Rimini s.p.a. (155 milioni di €uro) è esattamente pari al valore attribuito alla Fiera di Bologna, allora questa operazione sembra preludere solo ad una scelta politica: una aggregazione tra le due società. Ora, di esperienze capestro e penalizzanti per la Romagna - vedi Hera - ne abbiamo già subite a sufficienza, mi auguro pertanto che se di fusione si dovrà parlare stavolta sia almeno paritetica e con la guida in Romagna. Comprendo il timore di Errani di correre ai ripari ora che sente l'autonomismo romagnolo avanzare di pari passo con l'aumento dei consensi della Lega, ma fermare la volontà popolare svendendo il patrimonio locale sarebbe veramente una porcata.

 

Appare infine curioso il fatto che la Camera di Commercio - che non è intervenuta nell'operazione - procederà comunque a cedere parte delle proprie azioni alla Provincia e al Comune di Rimini. Mi auguro che questa ulteriore operazione utilizzerà come valore di riferimento il medesimo attribuito alla cessione azionaria intervenuta con la Regione Emilia Romagna. Se così non fosse infatti la magistratura avrebbe di che impegnarsi... Resta da capire per quale motivo la Camera di Commercio non è intervenuta direttamente nella cessione con la Regione Emilia Romagna.

 

Gianluca Pini

Deputato Lega Nord

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