Rimini, finite le raccolte firme: per le primarie sarà una corsa a tre

Rimini, finite le raccolte firme: per le primarie sarà una corsa a tre

Rimini, finite le raccolte firme: per le primarie sarà una corsa a tre

RIMINI - Andrea Gnassi, sulla carta il favorito, aveva detto giovedi' di aver superato "sensibilmente" quota 368 firme, il 20% dei 1.800 iscritti locali. Nando Fabbri sabato scriveva sul suo blog di "un grande risultato", annunciando la consegna alla commissione di garanzia di 421  sottoscrizioni. Lunedì Tiziano Arlotti, con le sue "500 tonde tonde". Si entra nel vivo a Rimini con le primarie del Pd in vista delle comunali 2011.

 

Entro lunedì alle 12 andavano consegnate al partito le firme necessarie a candidarsi per le primarie del 12 dicembre (nel pomeriggio i segretari Lino Gobbi ed Emma Petitti, provinciale e comunale, erano a Bologna per definire con i vertici regionali gli ultimi "orientamenti), e tutti e tre i pretendenti alla corsa annunciano di avercela fatta (domani la commissione dei garanti si esprimera' ufficialmente).

 

L'ex presidente della Provincia Fabbri parla di "risultato importante che non era scontato" annunciando "primarie vere, con tre candidati che finalmente potranno essere valutati nel merito

delle loro idee"; anzi, "senza la testardaggine e il coraggio che ha contraddistinto questa mia disponibilita' a mettermi in gioco, indubbiamente oggi avremmo un quadro ben piu' fermo e debole", rivendica l'ex consigliere regionale, sceso in campo ufficialmente per primo.

 

Anche Arlotti e' raggiante: "Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto con 500

sottoscrizioni, e evidenziare l'importanza di questa prima fase di lavoro. Raccogliere le firme fra gli iscritti e' stato un modo per ritrovarsi, per riprendere le fila di discorsi sempre vivi, per confrontarsi in maniera diretta, faccia a faccia", scrive l'ex assessore comunale in un comunicato.

 

Ora si balla davvero: "Per quanto mi riguarda, sara' un confronto e un approfondimento calato nel vivo delle questioni, con tutta la citta', nelle sue molteplici espressioni di zona, di associazioni, di anime. Sara' una fase in cui diro' di volta in volta quali sono gli aspetti su cui si sta definendo il programma della coalizione al quale apportero' il mio personale contributo di idee e di pensiero". Arlotti rispolvera il suo curriculum: "Gli anni come segretario della Cisl prima provinciale e poi regionale, gli anni da lavoratore frontaliero che mi hanno portato a fondare e ad essere leader di

una associazione che si batte per l'abolizione della doppia imposizione fiscale, gli anni da assessore ai Lavori Pubblici nei quali in tempi ristrettissimi ho messo mano ai principali monumenti cittadini, realizzando interventi per il recupero del patrimonio storico riminese, e' quanto basta sulla mia persona".

 

Intanto, si fa sentire anche Fabio Pazzaglia, il 'dissidente' del Pd che sabato Sinistra Ecologia Liberta', annunciando di andare per conto proprio alle elezioni, ha lanciato come candidato sindaco. "Questo e' l'inizio di una nuova fase all'interno del centrosinistra. L'idea e' quella di creare un nuovo modello da proporre alla citta', con un diverso modo di fare politica piu' attento alle esigenze dei cittadini", ribadisce il consigliere comunale.

 

Pazzaglia, per pochi mesi, rimane un tesserato del Pd: "La cornice delle primarie del Pd io la

rispetto ma non l'ho condivisa. Auspicavo che si potesse candidare qualsiasi cittadino raccogliendo le firme in citta', come accade a Bologna. Invece, l'ennesima occasione persa", conclude il 'ribelle'. Pazzaglia guarda con fiducia alla sua nuova 'casa' citando il sondaggio commissionato di recente

dall'agenzia Dire: "Spero che la mia candidatura non sia sostenuta solo da Sinistra Ecologia Liberta ma anche da altre realta' politiche, culturali e sociali della citta'. Per quanto riguarda le percentuali, e' ancora difficile. L'unico riferimento e' al sondaggio a Bologna, che da' Sel al 12%. Rimini pero' e'

una realta' diversa". (Dire)

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