Rimini, gli assessori buttati fuori tergiversano. Zanzini: "Rinnovo io la fiducia al sindaco"

Rimini, gli assessori buttati fuori tergiversano. Zanzini: "Rinnovo io la fiducia al sindaco"

Rimini, gli assessori buttati fuori tergiversano. Zanzini: "Rinnovo io la fiducia al sindaco"

RIMINI - Gli assessori che "si sono avvicinati" a Sinistra Ecologia Liberta' o quelli che "in maniera piu' specifica" vi fanno riferimento si devono dimettere, o togliero' loro le deleghe. Lo ha sentenziato venerdì il sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli, dopo la frattura con l'ala sinistra della sua maggioranza giovedì sera sul voto per la riqualificazione della ex colonia Murri. Ma i due assessori annunciano che non se ne andranno.

 

Tra i due diretti interessati, Vittorio Buldrini e Andrea Zanzini, inizia al parlare il primo. Che a Ravaioli manda un messaggio chiaro e tondo: "Io non ho mai fatto nessuna domanda  di iscrizione a Sel ne' preso parte a riunioni di quel partito. Ho partecipato soltanto all'incontro pubblico 'La Fabbrica' di Nichi Vendola, ma cosi'- osserva Buldrini- come tanti altri cittadini". Insomma, ribadisce l'assessore a suo tempo nominato in quota Rifondazione e poi da Rifondazione sfiduciato qualche mese fa, "non ho niente contro di Sel ma non ne faccio parte".

 

L'ex Prc non sa ancora se dimettersi o no e rimanda ogni intervento a momenti meno concitati. Negli ultimi giorni Buldrini, finora titolare della delega alle Risorse Umane, si era espresso non proprio all'unisono rispetto al sindaco sulla vicenda del gruppo di Vigili urbani rinviati a giudizio per le lesioni riportate, due anni fa, da un venditore ambulante senegalese. Il sindaco stesso, pero', gli aveva confermato la sua fiducia quando il suo ex partito in primavera lo aveva silurato.

 

Zanzini, invece, fino ad oggi ha rappresentato nella Giunta Ravaioli l'assessore di riferimento di

Sel ma non ne e' iscritto e ufficialmente mantiene un profilo di indipendente. Così lo difende Giorgio Giovagnoli, consigliere Sel: "Posso capire che il sindaco abbia fatto della ex Murri una questione di prim'ordine, ma prima di sfiduciare credo che un minimo di confronto politico ci doveva essere. Io- lamenta Giovagnoli- ho appreso tutto da internet. Ricorda quasi la questione tra Fini e Berlusconi...". E ora? "A cinque mesi dalle elezioni, bisogna capire se il sindaco sfiduciando l'assessore di riferimento di Sel voglia sfiduciarne anche i consiglieri, e se e come il Pd seguira'", conclude Giovagnoli.

 

Poi parla anche Zanzini: "Paradossalmente, sono io che voglio rinnovare in questa occasione la fiducia al mio Sindaco". Zanzini gli chiede di rimanere perche', sostiene, Ravaioli "ha sempre compreso quale e' stata la qualita' e la finalita' del mio impegno al di fuori delle rappresentanze partitiche ed all'interno della Giunta". Di piu': "Sono certo che, in un caso o nell'altro, anche riguardo il mio piccolo contributo amministrativo" il sindaco "fara' la scelta piu' giusta per la  citta'", e' la speranza dell'assessore.

 

"Pur essendo indipendente, pur non essendo stato nemmeno informato della posizione politica che i consiglieri di Sel avrebbero preso in aula, mi ritrovo a subire- si lamenta Zanzini- le conseguenze di

scelte che hanno a che fare con gli 'assetti strategici' in vista delle prossime elezioni e che spesso non riescono a restituire alla gente il senso compiuto dei problemi". E visto che in Giunta e a Rimini "tanto c'e' e ci sara' ancora da fare", Zanzini lo ribadisce: "Non mi sento assolutamente di aver tradito il mio mandato, ne' gli obiettivi che insieme alla maggioranza abbiamo sottoscritto insieme all'atto della nomina in Giunta. Anzi, l'idea di non poterli portare a compimento e' l'unica seria amarezza che mi resta di tutta questa vicenda".

 

Intanto, Sel a parte, Fabio Pazzaglia del Pd spiega in una nota perche' ieri sera ha votato contro guadagnandosi la 'scomunica' del suo capogruppo Marco Agosta e del suo segretario comunale Emma Petitti: "Ieri sera ho votato 'no' alla delibera collegata alla Murri perche' nell'area denominata Ceschina e' previsto un totale di oltre 10 mila metri quadrati di edilizia residenziale che si traducono in quattro palazzine alte piu' di 30 metri. Stiamo parlando di piu' di 150 appartamenti". Pazzaglia

a suo modo guarda avanti: "Prossimamente arrivera' in Consiglio il sottopasso di via Portofino che porta in 'dote' 30 mila metri quadri di edilizia residenziale, tradotto 450 appartamenti. Annuncio gia' che votero' 'no'. Queste colate di cemento- chiude il dissidente del Pd- non sono scelte obbligate, sono scelte ingiustificabili".

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