Rimini, grandi manovre nel Pd. Ecco come si avvicina il congresso

Rimini, grandi manovre nel Pd. Ecco come si avvicina il congresso

Rimini, grandi manovre nel Pd. Ecco come si avvicina il congresso

RIMINI - Sono partite le grandi manovre nel Partito Democratico riminese alla ricerca di una candidato unico per la prossima segreteria provinciale. L'altra sera la direzione di via Beltramelli, aperta alle 21, durata un paio d'ore e conclusa dall'intervento del segretario regionale Stefano Bonaccini. Chi vorra' raccogliere (almeno per tre anni) il testimone del segretario provinciale a fine mandato Andrea Gnassi- che continua a pensare alla sua candidatura a sindaco alle comunali del prossimo anno- dovra' farlo entro il 28 maggio.

 

Servono il 3% delle firme degli iscritti in provincia (120 circa) o il 10% di quelle dell'assemblea provinciale (una quarantina). Per candidarsi a segretario di circolo servono invece il 20% di firme del direttivo di circolo o il 5% degli iscritti del circolo. Dall'11 al 18 giugno e' concentrato il tour delle votazioni (segrete) nei 47 circoli territoriali (una maratona da quattro mini-congressi al giorno), al termine del quale gli orientamenti saranno chiari. Nelle assemblee di circolo gli iscritti voteranno, oltre che per il segretario provinciale e di circolo, anche per comporre i delegati delle diverse assemblee comunali, scegliendoli tra liste collegate ai diversi candidati a segretario comunale, se saranno piu' di uno.

 

"Nel congresso trovate uno slancio fuori dal balletto delle contrapposizioni tra mozioni, tra chi sostiene questo o quel meccanismo, come ad esempio le primarie". Cosi' il segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini, si e' rivolto ai Democratici riminesi riuniti nella direzione che ha

definito il percorso verso il congresso provinciale (chiusura il 26 giugno).

 

Non e' la prima volta che Bonaccini si concentra su Rimini dopo le regionali, che se nella capitale della riviera hanno consegnato un Pd per un soffio primo partito in provincia (il 34,49% contro il 33,26% del Pdl), proprio nel capoluogo hanno registrato il successo del Popolo della Liberta' (con il 35,65% rispetto al 32,46% dei Democratici). Questo con le elezioni comunali tra meno di un anno. Il segretario regionale ha sempre detto di intravedere a proposito "una sfida competitiva" perche'

"se si guardano i voti delle regionali centrodestra e centrosinistra sono piu' o meno sullo stesso livello".

 

Esternazioni che hanno fatto puntualmente eco a quelle del segretario provinciale riminese Andrea Gnassi ("Rimini e' contendibile da sempre e qui non ti regala niente nessuno"). Ieri sera Bonaccini ha ribadito ai riminesi che prima di tutto serve unita' sui contenuti: "Le primarie non possono essere un fine o  un'ideologia. Le sosteniamo, io le ho fatte, ma a volte vinciamo le elezioni in Comuni con le primarie, altri senza le primarie", ha ricordato il leader emiliano-romagnolo.

 

Nel corso della sua relazione introduttiva, Gnassi ha detto di sperare in un congresso "che parli di cose concrete e non trasmetta l'idea di un partito che si appassiona di meccanismi interni e contrapposizioni tra gruppi". Insomma, in vista delle comunali del "2011" l'ennesimo invito all'unita'.

 

Finora le cronache hanno parlato di due aspiranti principali a raccogliere il testimone del segretario uscente Andrea Gnassi: Tonino Bernabe', vice presidente di Romagna Acque e uomo di fiducia del neo assessore regionale Maurizio Melucci presente ieri sera, e Roberto Maldini, il coordinatore del

circolo di San Giuliano indiziato per un ruolo di "outsider" (sono pronti a sostenerlo i Giovani Democratici e diversi oppositori di Gnassi, come Nando Fabbri). Chi tra i due meglio ricopre quel ruolo "di sintesi" immaginato dal duo Gnassi-Bonaccini? Intanto, c'e' da dire che sia Bernabe' sia Maldini si sono dati da fare con le mozioni: il primo era il referente riminese dei bersaniani, il

secondo dei fan di Marino.

 

Se tra Bernabe' e Maldini non si trova la quadra, rimane la pista dell'uomo o della donna "di garanzia". In questo senso i nomi ieri sera sono circolati eccome tra i delegati: si va dal capogruppo in Provincia Sergio Funelli all'assessore provinciale Fabio Galli, dallo stesso segretario comunale Lino Gobbi a un fronte rosa (Antonella Beltrami, Eva Ciaroni, Emma Petitti). In un modo o nell'altro, il gruppo guidato dai 'ribelli' Fabio Pazzaglia e Giovanni Benaglia (autonomo sia dai fan di Bernbe' sia da quelli di Maldini) sarebbe scontento.

 

In tutto questo, i ben informati ricordano che esiste un 'piano b' (o 'c') finora tenuto nel cassetto: Gnassi che, 'stanco' di chi non si sacrifica, si ricandida alla guida del partito per altri tre anni e accantona l'idea di fare il sindaco. (Dire)

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