Rimini, grandi manovre nel Pd. Gobbi in pole per la segreteria

Rimini, grandi manovre nel Pd. Gobbi in pole per la segreteria

Rimini, grandi manovre nel Pd. Gobbi in pole per la segreteria

RIMINI - "Se devo pensare a me come al possibile futuro segretario, la prospettiva non puo' che essere quella di un mandato pieno". Le grandi manovre in seno al Partito Democratico riminese per la ricerca del candidato "di sintesi" alla segreteria appaiono vicine al traguardo in questa prima fase pre-congressuale. L'attuale coordinatore cittadino di Rimini, Lino Gobbi, si dice "eventualmente" pronto a confermare la propria disponibilita' "entro 24-48 ore".

 

"Se mi si dovesse chiedere di interpretare un ruolo di sintesi non mi tirerei indietro, ma la decisione va presa in sintonia con tutto il partito", ha aggiunto. E chi ha gia' dato per buona l'idea del buon traghettatore che accompagna il Pd riminese verso le comunali del 2011 e poi saluta tutti, con tanto di nuovo congresso e nuovo segretario dopo le elezioni, e' fuori strada: "E' chiaro che le condizioni sarebbero quelle di tre anni di lavoro", ha osservato prudente Gobbi.

 

A modo suo ha posto un'altra condizione: "Nel caso potrei fronteggiare candidati che decidessero di correre 'a maggioranza', ma non altri esponenti 'di sintesi': se c'e' sintesi questa sia una e solo una".  Il candidato Gobbi di fronte a se' avrebbe due questioni da sciogliere: una tecnica ed una politica.

 

La sua compatibilita' con il mandato di presidente del Consiglio provinciale, anzitutto: l'assemblea nazionale del 21-22 maggio a Roma si prepara ad una norma statutaria piuttosto severa sui doppi incarichi, e un Gobbi segretario si trovera' nella condizione di lasciare corso d'Augusto. In secondo luogo, i big del partito chiedono a Gobbi l'impegno per una segreteria politica "vera": al punto da convincere gli ex Popolari a resistere alle sirene del centrodestra in chiave 2011.

 

Del resto, senza i voti del gruppo di Ermanno Vichi e Gigi Bonadonna, battere il centrodestra (con Rifondazione che minaccia di far da sola) sara' un'impresa. Comunque vada, dopo l'appello del segretario regionale Stefano Bonaccini a evitare lacerazioni, dunque, il segretario provinciale Andrea Gnassi si sta dando da fare alla ricerca del massimo grado di condivisione possibile.

 

Il sacrificio piu' importante rispetto all'opzione Gobbi lo paga Tonino Bernabe', ex referente della mozione Bersani che sarebbe stato pronto a vincere il congresso con performance, calcolavano gli osservatori, attorno al 60%. Di conseguenza l'altro candidabile, l'ex leader della Marino Roberto Maldini, a questo punto non si immagina sfidante di Gobbi.

 

Anche se un invito lo muove: "Prima delle persone vengono i progetti, le piattaforme, le assemblee. Discutiamo dei programmi, poi troviamo chi puo' incarnarli. L'uomo da solo non fa la sintesi". Il consigliere comunale Fabio Pazzaglia e i suoi, che fino a sabato stavano lavorando ad una candidatura alternativa a prescindere, paiono pronti a loro volta a rinunciare: ma solo perche' considerano le varie regole congressuali proibitive (dopo la loro denuncia sulle "liste segrete", pero', sul sito web del Pd lunedì mattina e' comparsa la lista dei componenti dell'assembla provinciale).   

 

In tutto questo, Gnassi- salvo colpi di scena- continua a tudiare come candidato sindaco. Per lui sulla via che porta a palazzo Garampi c'e' sempre il solito ostacolo: l'ex presidente della Provincia Nando Fabbri che, sussurrano i ben informati, non e' distratto dall'offerta di poter diventare il futuro numero uno di Convention Bureau al posto dell'uscente Mauro Ioli. (Dire)

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