Rimini: i sindacati bocciano le privatizzazioni nei servizi scolastici

Rimini: i sindacati bocciano le privatizzazioni nei servizi scolastici

Rimini: i sindacati bocciano le privatizzazioni nei servizi scolastici

RIMINI - In commissione l'assessore comunale alle Politiche educative, Samuele Zerbini, si è riservato "due mesi" per decidere sulle esternalizzazioni nel settore scuola, richiamando le difficolta' sul patto di stabilita', senza escludere "forme miste tra pubblico e privato". Oggi il fronte sindacale, unito, lo anticipa bocciando la proposta di bilancio 2010 della Giunta. "E' un bilancio dove si mette una reale ipoteca alla possibilita' di continuare a gestire servizi pubblici direttamente".

 

Per i sindacati si dà "il via libera a appalti e affidamenti a privati, specie nei servizi educativi. Basta dire che e' pari a due milioni di euro la spesa che si vuole tagliare sul personale, e questo non puo' essere accettato", scrivono nella loro nota le Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil. Senza giri di parole, proseguono le sigle, "cio' significa blocco del turn over, appalto delle nuove strutture educative e del personale ausiliario delle scuole".

 

Richiamandosi alla sentenza di fine anno della Corte dei Conti (nei bilanci comunali la spesa del personale deve essere ridotta rispetto all'anno precedente), i sindacati giungono a questa conclusione: "Nel giro di pochissimi anni l'ente locale sara' costretto a dover esternalizzare anche i servizi che oggi gestisce direttamente. Bastano un aumento della pressione contributiva o rinnovi contrattuali nazionali per dare l'alibi".

 

Insomma, "l'unica cosa certa" e' che "finalmente l'amministrazione viene allo scoperto e chiarisce definitivamente il suo pensiero: largo al privato, con gestione al terzo settore di tutti i nidi nuovi".

Dunque, Alberto Baldazzi (Fp Cgil), Mirca Carrozzo (Fps Cisl) e Alfredo Bianchi (Fpl Uil) chiedono "a tutte le forze politiche e sociali di questa citta' di evitare che con queste scelte si apra un varco immenso".

 

Fabio Pazzaglia del Partito Democratico, critico in commissione verso la Giunta e "in piena sintonia con i sindacati", coglie la palla al balzo: "Era stato assicurato che il cuore dei servizi educativi sarebbe stato pubblico. Invito il sindaco Alberto Ravaioli e il suo assessore Zerbini a fare un

passo indietro, a rivedere le proprie politiche. Al voto sul bilancio io sono pronto ad uscire dall'aula". Fa eco Eugenio Pari di Sinistra Ecologia Liberta': "Avanti di questo passo si decreta

la morte del servizio pubblico", dice.

 

Come Pazzaglia, Pari annuncia, salvo novita', il voto non favorevole al bilancio comunale 2010: "Quest'anno, tra addetti alle mense scolastiche e personale educativo, si taglia oltre un milione di euro. Il mio voto non potra' essere favorevole", chiude il consigliere Sel pensando all'astensione.

 

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