Rimini, il Grand Hotel diventa stagionale, timori per il brutto segnale

Rimini, il Grand Hotel diventa stagionale, timori per il brutto segnale

Rimini, il Grand Hotel diventa stagionale, timori per il brutto segnale

RIMINI - Un Grand Hotel che da annuale si trasforma in "stagionale" preoccupa non poco la comunita' riminese. Dal 10 gennaio e fino a Pasqua, piu' o meno, la struttura-simbolo del turismo riminese e non solo restera' chiuso: "Nei mesi invernali ci mangiamo il guadagno estivo", ha raccontato a 'il Resto del Carlino' nel corso del weekend il proprietario, Antonio Batani di Select Hotels, immaginando al massimo qualche apertura-lampo in occasione di convegni di rilievo in citta'.

 

Sul fronte congressuale, intanto, la Provincia dice che con un nuovo Palas, ancora bloccato dopo i rilievi della Procura, la tegola con ogni probabilita' non sarebbe caduta: "Sono convinto che se il Palacongressi fosse stato aperto- ha detto l'assessore provinciale al Turismo, Fabio Galli, nel corso della trasmissione 'Tempo Reale'- ci sarebbe stata una ricaduta sulle presenze alberghiere importante e forse non ci sarebbe stata la scelta di Batani di chiudere per questi tre mesi.

 

Abbiamo fatto molto per il congressuale ma se non apre il Palas purtroppo gli effetti negativi sono sotto gli occhi di tutti. Aspettiamo fiduciosi anche se a volte- ha sottolineato Galli- la fiducia si perde nei meandri della burocrazia. Restiamo pero' ottimisti e speriamo che la data dell'inaugurazione arrivi al piu' presto". Anche tra gli albergatori c'e' la sensazione che una "astronave" dei congressi inaugurata nei tempi prestabiliti avrebbe risolto molti dei problemi sul campo: "I congressi si fanno lo stesso, alla struttura della vecchia Fiera ci si sta dando da fare. Certo, al Palas sarebbe diverso. La prospettiva che si sta dando non e' bella, e di novita' sull'apertura ancora non ce ne sono. Purtroppo, la vicenda e' finita nel tritacarne elettorale", argomenta la presidente degli albergatori Aia, Patrizia Rinaldis.

 

Palas o non Palas, secondo Rinaldis "l'economia locale e' malata, ormai alla deriva considerando le turbolenze del credito con i commissariamenti vari degli ultimi tempi". A Rinaldis non risultano ancora, nel territorio, altri casi di 'conversione' in stile Grand Hotel, ma il rischio esiste: "Se parte il 5 Stelle, non vorrei che altri lo seguissero. E' un brutto segnale davvero. L'effetto-domino va scongiurato, il timore c'e'". La numero uno degli albergatori ricorda comunque che il caso esploso sotto i riflettori di piazzale Fellini abbraccia un'intera categoria.

 

Il problema dei problemi e' quello del personale (al Grand Hotel operano una settantina di dipendenti i quali, tra stipendi e contributi, costano in media 2.400-2.500 euro a testa): "Se non vogliamo obbligare i titolari a chiudere serve una sterzata, nonostante gli aiuti ricevuti. Sul mercato del lavoro, in un settore dove, lo ricordo, la cassa integrazione non esiste, vanno cercati piu' che mai strumenti di flessibilita'. Servirebbe anche un tavolo a livello nazionale, cosi' si rischia di scomparire".

 

Galli, da parte sua, non considera del tutto irrimediabile la situazione nel capoluogo a patto che si pazzi all'azione, anche perche' a pochi chilometri, fa notare l'assessore, il tiro e' diverso: "Passeggiando per Riccione sembrava quasi estate. E' la dimostrazione che investire sulla riqualificazione paga. Cosi' come il fatto di avere un lungomare senza auto. Non dobbiamo pero' perderci in campanilismi tra Riccione e Rimini, che paga anche sul restyling del lungomare paga un ritardo di anni".

 

Chi invita Batani a ripensarci e' invece, sempre per gli albergatori, la presidente di Aia Palace Alba Pellegrini: "L'allarme ci sta, ma inviterei a ripensarci. Del resto, i numeri ci dicono che nell'ultimo ventennio gli alberghi aperti tutto l'anno si sono triplicati, basta vedere gli investimenti. Il Grand Hotel chiude per via del Palas? Non vedo un nesso diretto, nei primi sei mesi di quest'anno i congressi sono andati bene". (Dire)

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