Rimini: il Meeting come gesto di popolo e quindi di cultura

Rimini: il Meeting come gesto di popolo e quindi di cultura

RIMINI - E' stato presentato presso l'Aula Magna dell'Università di Rimini il libro "La verità, il nostro destino" (Ed. Mondadori Università, 256 pag., € 16) a cura di Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. "Una grande macchina di pace", così il questore di Rimini ha definito il Meeting durante il suo saluto. Dopo di lui è intervenuto il vice prefetto vicario Antonio Corona che ha definito estremamente interessante la ricerca della verità come una questione positiva per l'uomo, "in un mondo in cui l'unica certezza per l'uomo è la sua fine". Infine ha portato il suo saluto anche Mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini: "Nel mondo di oggi forse la parola ricerca riscuoterebbe più consenso della parola verità, ma senza quest'ultima la ricerca finisce".

 

Ad introdurre i due relatori, Giorgio Cantelli Forti (Presidente Polo Scientifico- Didattico Rimini) e Luca Antonini (Vice Presidente Fondazione per la Sussidiarietà), è stata Emilia Guarnieri, Presidente del Meeting di Rimini: "Il Meeting è un grande gesto di popolo e per questo un gesto di cultura, perché propone un idea della vita, una idea sulle questioni più emergenti per l'uomo. Un'idea, e il libro lo documenta, attraverso cui è veramente possibile un dialogo tra uomini di cultura e fedi diversi. Questo libro è la testimonianza di questo dialogo che accade".

 

Luca Antonini ha poi descritto il percorso del libro che documenta, attraverso l'esperienza di politici, imprenditori, filosofi e scienziati, come la verità sia qualcosa in cui si ci imbatte "come il volto di una bella donna" e di cui l'uomo non può fare a meno: "Proprio pochi mesi dopo il Meeting, Benedetto XVI nel discorso mai pronunciato alla Sapienza ha ribadito come l'uomo non possa fare a meno della verità per non cadere nel relativismo e nel nichilismo".

 

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Giorgio Cantelli Forti ha riflettuto invece sul ruolo dell'università nell'educazione dei giovani alla verità, "un università - ha affermato il Preside del polo di Rimini - in cui vive molto spesso un laicismo ideologico". Il preside poi ha raccontato la sua esperienza da ricercatore scientifico: "Senza la verità, senza la possibilità di ricercare essa, la ricerca scientifica non avrebbe nessuno scopo. Ogni verità che la scienza trova è un piccolo passo nella conoscenza, un piccolo passo che spinge a cercare di più. L'errore più grave che si può commettere è negare l'evidenza di una verità".

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