Rimini, il ministro Alfano chiude il Salone della Legalità: ''Senza fiducia si va alle urne''

Rimini, il ministro Alfano chiude il Salone della Legalità: ''Senza fiducia si va alle urne''

Rimini, il ministro Alfano chiude il Salone della Legalità: ''Senza fiducia si va alle urne''

RIMINI - Con la visita del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, è calato il sipario alla seconda edizione del Salone della Legalità che si è svolto alla Fiera di Rimini. Il Guardasigilli ha approfittato dell'occasione per ribadire che il 14 dicembre il governo chiederà di "ottenere la fiducia dal Parlamento. Se non sarà così la chiederemo al popolo. In quel caso avremo tre candidati in campo: Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi", ha sottolineato Alfano.

 

Alfano ha elencato i risultati ottenuti in due anni e mezzo di Governo. A partire dalla realizzazione di tre dei cinque punti fissati dal premier a fine settembre: federalismo, piano per il sud e sicurezza . "Dobbiamo ancora fare - ha detto Alfano - la riforma della Giustizia e quella del fisco. A questi traguardi il presidente del Consiglio ha aggiunto la digitalizzazione della Pubblica amministrazione".

 

Alfano ha inoltre evidenziato l'arretrato civile ha toccato quota sei milioni: un record negativo che impone l'adozione di misure per combattere la lentezza dei procedimenti, indicata dal ministro Alfano come principale nemico da combattere. Da Rimini il guardasigilli ha ribadito la sua ammirazione per la magistratura che non si innamora di tesi precostituite.

 

Il Guardasigilli non ha mancato di sottolineare quanto fatto dal suo Governo per contrastare la mafia. "Abbiamo avuto nei due anni e mezzo di legislatura il più alto numero di riapplicazioni del 41-bis, trovando dei filoni che hanno consentito di imporlo nuovamente quando alcuni tribunali lo avevano tolto a soggetti particolarmente pericolosi. Noi lo abbiamo mantenuto e abbiamo trasformato il carcere duro in carcere durissimo".

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