Rimini, il vescovo Lambiasi: "Università al bivio, tornare a crederci"

Rimini, il vescovo Lambiasi: "Università al bivio, tornare a crederci"

Rimini, il vescovo Lambiasi: "Università al bivio, tornare a crederci"

RIMINI - "Educare si deve. L'educazione ci sta a cuore": così il Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi ha aperto il Seminario di giovedì 24 febbraio "Educare in un mondo che cambia", durante il quale le realtà istituzionali e il mondo dell'associazionismo del territorio di Rimini si sono confrontate insieme e in maniera proficua sull'educazione. Oltre 300 persone hanno partecipato all'incontro coordinato da don Andrea Turchini.

 

Il Vescovo Lambiasi nel suo intervento d'apertura, ha poi ricordato come l'educazione sia tema decisivo anche per la fede. Come più volte messo in luce da papa Benedetto XVI, è importante anche per i credenti "non cadere nella trappola di una fede senza ragione" ha ribadito mons. Lambiasi. "Si evangelizza educando, e si educa evangelizzando". Il Vescovo di Rimini ha poi ricordato che "- quand'erp ragazzo - era un'offesa apostrofare una persona come maleducato. Un'offesa e una sconfitta".

 

"Non può esistere educazione senza educatori" ha proseguito il Vescovo, il quale si è poi soffermato - nell'ultima parte dell'intervento - su una questione educativa che la Chiesa riminese, sia in interventi ripetuti, che con gesti concreti, ha sempre ritenuto importante: la questione dell'Università a Rimini.

 

"Sappiamo bene che da parte dell'Ateneo di Bologna è in corso una riorganizzazione della presenza dell'Università nei poli decentrati della Romagna, per potersi adeguare alle richieste della recente legge approvata dal Parlamento Italiano; in questa riorganizzazione è possibile che, dando voce a criteri prevalentemente funzionali, lo sviluppo del Polo dell'Università di Bologna a Rimini non si consolidi adeguatamente sul piano sia della didattica che della ricerca. Sappiamo che - come realtà ecclesiale - non abbiamo nessun potere decisionale a questo riguardo, ma facendo seguito all'impegno profuso a vari livelli in questi venti anni, ci sentiamo di richiamare l'intero territorio riminese e soprattutto le sue istituzioni, a farsi carico di questa realtà così importante per la nostra città e il nostro territorio".

 

E ancora il vescovo: "La presenza dell'Università a Rimini rappresenta un'istituzione che richiama tutti a ricuperare la ricerca di senso, ad approfondire la cause delle situazioni che ci troviamo a vivere e a guardare con speranza le giovani generazioni che, affrontando l'impegno dello studio, si preparano a diventare gli adulti di domani. Pensiamo che l'attuale congiuntura possa diventare per Rimini una nuova opportunità, se insieme non decidiamo di disarmare, ma ci impegniamo a reinvestire, sostenendo tutti coloro che, a diverso livello, si stanno impegnando per sviluppare la realtà del Polo scientifico-didattico di Rimini".

 

"Ovviamente tale possibilità si potrà verificare solo a determinate condizioni: quella che appare a tutti la più importante e che permetterebbe al Polo dell'Università di Bologna a Rimini di uscire dalle secche della precarietà è il deciso rafforzamento della presenza di docenti e ricercatori incardinati nel Polo riminese. Non può esistere un'esperienza educativa senza educatori. Non si può pensare che la formazione possa essere solo un trapasso di nozioni senza costruire una relazione educativa significativa".

 

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Fatta salva questa condizione crediamo che attraverso un dialogo intelligente tra i diversi soggetti in causa, possano essere riconosciute e valorizzate le esperienze formative originali ed efficaci che hanno visto impegnato il Polo universitario di Rimini in questi ultimi anni. Come Chiesa riminese continueremo a richiamare l'importanza dell'istituzione universitaria a Rimini e a renderci disponibili alle collaborazioni necessarie sia sul piano educativo (attraverso la Pastorale Universitaria) che sul piano accademico (attraverso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose che da quest'anno, oltre al corso di laurea triennale, ha visto la nascita di due corsi di laurea Magistrale che vedono il fruttuoso intervento di diversi docenti dell'Università)"

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