Rimini, il vincitore delle primarie Gnassi: "Ho visto la frattura tra gente e politica"

Rimini, il vincitore delle primarie Gnassi: "Ho visto la frattura tra gente e politica"

Foto tratta dal sito internet di Andrea Gnassi

RIMINI - "Arlotti? Non possiamo fare l'elenco della Giunta adesso che manca ancora la coalizione...". Andrea Gnassi, dopo aver vinto domenica sera le primarie del centrosinistra a Rimini in vista delle comunali 2011, raduna oggi i cronisti "per una chiacchierata molto di pancia", dice. L'ex segretario del Pd parte con "un bilancio della fatica" giurando che quelle appena passate sono state "settimane belle e intense".

 

Continua Gnassi: "Nel corso di queste settimane ho perso qualche etto girando in bici ma soprattutto ho incontrato molte piu' persone di quelle che, alla fine, sono andate a votare". Questa volta la macchina delle primarie non e' andata oltre i 6.695 voti validi, un calo rispetto alle precedenti tornate: "Quello dei 7 mila era un ragionevole obiettivo, considerando i zero gradi e il fatto di dover votare in citta' non prima di maggio". Gnassi prova subito a scrollarsi di dosso l'etichetta di 'predestinato' ancora una volta: "Non ho mai considerato la vittoria scontata. Oggi le primarie sono una cosa vera, se le facciamo in modo intelligente e ne riconosciamo i limiti possono  instaurare un canale di dialogo. Del resto, e' finita l'epoca in cui i 'cinque' della segreteria decidono che sciroppo fare bere ai cittadini".

 

I 400 voti che separano il vincitore da Tiziano Arlotti, l'ex assessore che ha raccolto 2.444 preferenze pur candidandosi per ultimo, vengono rivendicati fino all'ultimo: "La logica e' maggioritaria, si dice sempre che vince chi piglia un voto in piu'. E' come correre ai 100 metri. Io, poi, ho preso voti dappertutto", assicura Gnassi tenendo vicine le tabelle sulle performance ai singoli seggi.

 

Il 'golden boy' riminese dice di non essersi sorpreso per l'exploit Arlotti e, a suo modo, ragiona in

prospettiva: "Tiziano, come me, ha corso per vincere, altro che accordi sotto banco (contro Nando Fabbri, arrivato terzo, ndr). E' una figura importante che vanta radici, ha ricevuto l'appoggio anche del sindaco uscente Alberto Ravaioli". Dunque sarebbe di nuovo un buon assessore? Gnassi per ora sorride: "Il segnale di Tiziano va colto, decideremo come. L'importante e' 'imbarcare' i progetti, prima delle persone. Ci siamo sentiti e lavoreremo insieme sul programma, lo confermo. Tiziano e' una persona che vale, di cui c'e' bisogno".

 

Su Fabbri, 1.179 voti, scende il gelo: "Si apre una pagina nuova per Rimini, questo e' il messaggio- scandisce Gnassi- che i cittadini hanno dato alle primarie. Ognuno faccia le proprie considerazioni".

Il chiodo fisso dell'ex segretario rimane quello della costruzione di "una coalizione larga, aperta alle istanze civiche, al mondo dei nuovi consumi, ai Gruppi di acquisto solidale". Anche perche', visto il 'dinamismo' degli alleati tradizionali, c'e' bisogno di guardare anche altrove: "Voltiamo pagina, procediamo a testa bassa nei quartieri. Non e' possibile avere una Fiera di caratura internazionale e, ad esempio, impianti sportivi come a Rivabella, da terzo mondo. Da domani si riparte".

 

Ma c'e' spazio, eccome, pure per una battuta sui dilemmi del centrodestra: "Vedremo in questo 'ruzzolare' di candidati quando si fermera' la pallina. Non riesco a dire se qualcuno dei loro e' pericoloso perche' non c'e' ancora nessuno. Se coltivassero idee forti ne gioverebbe tutta la citta', ma di la'- pizzica il candidato sindaco del centrosinistra- vedo ragionamenti tutti interni. Cosi' si rimane seduti". La sfida del 2011 sara' comunque "dura: il tratto distintivo che ho percepito in questi mesi e' la frattura, come in tutta Italia anche a Rimini, tra la gente e la politica", ribadisce Gnassi. (Dire)

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -