Rimini: immigrazione clandestina, trenta arresti

Rimini: immigrazione clandestina, trenta arresti

Rimini: immigrazione clandestina, trenta arresti

RIMINI - Smantellata dai Carabinieri del Reparto Operativo di Rimini, con la collaborazione dei colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro, un'organizzazione specializzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Paola Bonetti, ha portato a 30 ordinanze di custodia cautelare (tra cittadini italiani, tunisini e bengalesi) firmate dal Gip Giacomo Gasparini, mentre sono in totale 87 gli indagati, 10 dei quali a piede libero.

 

L'operazione ha interessato altre 13 province dell'Emilia Romagna, ma ha interessato anche il Lazio, il Veneto, le Marche e la Sicilia. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l'organizzazione ha favorito l'ingresso in Italia di 1478 clandestini, estorcendo loro ingenti somme di denaro (fino a 15mila euro) per favorirne loro permanenza in Italia. I disgraziati, una volta giunti in Italia, non ottenevano il permesso di soggiorno.

 

Gli imprenditori italiani che erano complici dell'organizzazione criminale, dopo aver incassato il denaro, cancellavano le domande fittizie che venivano presentate in prefettura, spiegando che non avevano più bisogno della manodopera. In Romagna, con l'accusa di associazione per delinquere in concorso con il gruppo bengalese, un ravennate di 64 anni residente a Rimini, ed un 53enne di Roncofreddo, residente a Bellaria, all'epoca dei fatti titolari di aziende attive nel settore turistico e della ristorazione.

 

In manette è anche un cittadino tunisino, proprietario di un'azienda di giardinaggio della Valconca, che era il tramite per le finte richieste di lavoro. L'extracomunitario suggeriva ai connazionali i modi per aggirare le norme sull'immigrazione. Un egiziano, invece, titolare di un pub, procurava il lavoro e chiedevano una sorta di tangente sulla paga.

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